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Cem, la Croce Rossa: “Siamo nella legalità, ma agli ospiti serve maggiore assistenza”

L’intervento di Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma, che gestisce la struttura che ospita persone con disabilità al centro di proteste nelle ultime settimane: “Insufficienti i fondi previsti per l’assistenza, dialogo aperto con la Regione Lazio”. Ma andrebbero ospitate solo persone con disabilità commisurate al tipo di assistenza garantita

10 gennaio 2020

ROMA – Nel giorno in cui un gruppo di genitori di persone disabili ospitate presso il CEM di Roma ha tenuto un sit-in di protesta denunciando le condizioni dell’assistenza riservata ai loro figli, arriva la dichiarazione di Debora Diodati, Presidente Croce Rossa di Roma, l’ente che gestisce la struttura, e che si esprime da un lato spiegando lo stato della situazione e dall’altro criticando coloro che, a suo dire, hanno strumentalizzato la vicenda, con evidente riferimento agli interventi di stampo politico che hanno accompagnato le ultime settimane in cui più forte è stata la protesta di una parte di genitori.
 
"Spiace doverlo dire – afferma Diodati - ma dobbiamo sottolineare come occuparsi di disabilità non sia, nemmeno ai tempi dei social, equiparabile a scattarsi e pubblicare una foto a un sit in. Siamo da sempre disponibili ad ogni forma di dialogo con i genitori delle persone disabili del CEM - anche con quelli che non hanno partecipato oggi al sit in organizzato da alcuni genitori a Via Ramazzini - e da tempo abbiamo un confronto aperto con la Regione - con cui il CEM è accreditato - per manifestare l'insufficienza strutturale dei fondi previsti per l'assistenza”.
 
“Ma il nostro – dice la presidente della Croce Rossa di Roma - è un approccio serio e dunque non siamo disponibili a strumentalizzare questioni serie e serissime che meriterebbero un approccio diverso da quello dell'improvvisazione e dalle dichiarazioni prive di fondamento. Come ad esempio, va sottolineato il fatto che siamo stati sempre valutati positivamente da tutte le verifiche ispettive effettuate dalla ASL, che la Regione Lazio e la ASM RM 3 hanno garantito delle unità operative in più per tre mesi e che per anni abbiamo messo risorse aggiuntive per coprire carenze del budget regionale ma oggi non siamo più in condizioni di sostenerlo. E questi – afferma Diodati - sono fatti”.
 
“Siamo altresì convinti – continua - che le forme di disabilità gravi e gravissime che assistiamo meriterebbero un maggiore sostegno che possa garantire un'assistenza individuale. Se questo però non è possibile allora forse il CEM non è il luogo adatto per loro ma va adeguato ad ospitare persone che abbiano forme di disabilità commisurate al tipo di assistenza garantita. Sono questioni da affrontare con il dovuto senso di responsabilità e senza slogan".

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