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“Per un'economia diversa”, ecco la controfinanziaria di Sbilanciamoci!

Tra le 102 proposte “per cambiare l'Italia”, quella di allocare ingenti risorse aggiuntive, quasi 2 miliardi di euro, su diversi fondi sociali, a cominciare da Fondo non autosufficienza e Dopo di noi, che per una vasta platea di beneficiari incidono sulla possibilità di vivere in modo autonomo e dignitoso

27 novembre 2019

ROMA - Una “diversa idea di economia, di spesa pubblica e di modello di sviluppo”. Un pacchetto di 102 proposte per la “legge di bilancio che vorremmo”, all’insegna di politiche redistributive, forti investimenti pubblici, una riconversione civile dell’economia e un welfare che non rappresenta un costo ma un diritto. E’ l’edizione 2020 della “controfinanziaria”, che come ogni anno Sbilanciamoci! ha presentato in coincidenza con la discussione parlamentare della manovra economica. “E’ necessaria - dicono i promotori - “un’inversione di rotta rispetto alle politiche di questi anni”, con misure che “intacchino privilegi e rendite di posizione”, oltre che “ricchezze abnormi”, per una “economia più innovativa e capace di futuro”. Con la riduzione “drastica” delle spese militari e la promozione di “politiche di pace e di cooperazione internazionale”. La controfinanziaria di Sbilanciamoci! vale 46,4 miliardi di euro a saldo zero e “non è il libro dei sogni.

Il fisco

Con le proposte di Sbilanciamoci, affluiscono nelle casse dello Stato poco meno di 36 miliardi di euro. Di questi, 23,1 vengono destinati alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, evitando così l’aumento delle aliquote Iva e delle accise nel 2020. Ma la sovrapposizione con il testo all’esame del Parlamento si ferma qua. Perché per Sbilanciamoci! le cose da fare sono anzitutto la riduzione delle tasse “per i due scaglioni più bassi di reddito, dove sono concentrati i lavoratori con i più bassi salari e quelli del ceto medio” (giù di un punto l’aliquota per redditi fino a 28mila euro, due nuovi scaglioni per i redditi più alti, del 55% per redditi fra 100mila e 300mila e del 60% per redditi superiori a 300mila euro (maggiori entrate pari a 2,1 miliardi). Ad alimentare il gettito ci sono poi l’assoggettamento all’Irpef delle rendite finanziarie, un’imposta patrimoniale e la riduzione della franchigia per la tassa di successione (il tutto vale 10 miliardi). Ancora, una “vera tassa sulle transazioni finanziarie applicabile a tutte le azioni e a tutti i derivati”, più tasse sui beni di lusso, maggiore tassazione di investimenti pubblicitari e diritti televisivi del calcio professionistico. E un Piano straordinario di accertamento e riscossione, con il rafforzamento della Web tax e l’introduzione della moneta elettronica per i pagamenti superiori ai 500 euro. Viene chiesta la legalizzazione e tassazione della vendita di cannabis (3,2 miliardi), l’aumento delle tasse sul gioco di azzardo (2 miliardi), la tassazione degli immobili sfitti (400 milioni), misure di contrasto al canone nero e irregolare (300 milioni), l’eliminazione della cedolare secca sul libero mercato (1,1 miliardi).

Il green new deal 

In campo di politica industriale Sbilanciamoci! punta su un  Piano di investimenti pubblici a sostegno di un vero Green New Deal, con risorse da destinare alla riconversione ecologica dell’economia e al finanziamento dell’istruzione, della sanità, del welfare. A fianco a questo, un sostegno alla ricerca pubblica per la transizione ecologica dell’economia, incoraggiando la ricerca su tecnologie e produzioni di beni e servizi verdi nel quadro di una politica industriale saldamente ancorata ai principi dello sviluppo sostenibile. Proposti 1,1 miliardi per quadruplicare l’attuale dotazione del Fondo Occupazione, la stabilizzazione del personale dell’Anpal e dei Centri per l’impiego e la promozione di un Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro. Oltre a 140 milioni aggiuntivi  per migliorare l’implementazione del reddito di cittadinanza.

Istruzione e cultura

Nella controfinanziaria c’è anche istruzione e cultura, con una destinazione di 5 miliardi. Tra le misure, la promozione del diritto allo studio e dell’edilizia scolastica (1 miliardo) e un aumento delle risorse destinate ai Fondi della scuola e dell’università: Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (più di 600 milioni), Fondo per l’autonomia scolastica (310 milioni), Fondo di finanziamento ordinario (800 milioni). Oltre ad una riforma della tassazione universitaria con una no tax area per chi dichiara meno di 28.000 euro di Isee (circa 700 milioni di costi), e l’adozione di un piano straordinario per l’assunzione di 3.300 ricercatori nel 2020 (con una spesa di circa 500 milioni). Proposto anche un finanziamento adeguato del dottorato di ricerca (più di 130 milioni). L’abolizione del “Bonus Cultura” per i neo-diciottenni (160 milioni) consentirebbe invece di finanziare in parte l’accesso gratuito a musei, monumenti e aree archeologiche per tutti i cittadini (il costo complessivo è di 229 milioni). La proposta è quella di definire dei Livelli essenziali delle prestazioni culturali (con uno stanziamento di 290 milioni).

L’ambiente

Sul fronte ambientale e della sostenibilità Sbilanciamoci presenta opere pubbliche utili per l’ambiente, scelte energetiche per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, interventi di tutela del territorio e della biodiversità. Nello specifico, fra l’altro, un Piano di opere pubbliche utili per l’ambiente anche per la manutenzione del territorio (2,2 miliardi di euro per potenziare le infrastrutture esistenti). Ancora, un sostegno ai Comuni per la messa in sicurezza dei territori di fronte ai fenomeni e ai rischi di dissesto idrogeologico e la promozione di una seria lotta all’abusivismo edilizio.

Rilanciare il welfare

Sbilanciamoci segnala come “la storia recente delle politiche sociali nel nostro Paese fa registrare pesanti tagli ai principali Fondi sociali nazionali e la proliferazione di misure monetarie individuali: a farne le spese sono soprattutto i servizi e gli interventi sociali territoriali. Si deve cambiare rotta”. Ecco la proposta di allocare ingenti risorse aggiuntive, quasi 2 miliardi di euro, su diversi Fondi sociali che per una vasta platea di beneficiari incidono sulla possibilità di vivere in modo autonomo e dignitoso: Fondo nazionale politiche sociali, Fondo non autosufficienza, Fondo “Dopo di noi”, Fondo morosità incolpevole, Fondo sociale affitti. Sul fronte della Sanità, la richiesta è di garantire subito l’esigibilità dei Livelli essenziali di assistenza (con uno stanziamento da 1 miliardo). Per le politiche per la disabilità previsti oltre 240 milioni “sia per l’individuazione di Livelli essenziali di assistenza sociale nel quadro di un’adeguata copertura finanziaria dei fondi (i sopra richiamati Fondo non autosufficienza e Fondo nazionale politiche sociali), che oggi sono del tutto insufficienti, sia per ripensare il sistema di accertamento dell’invalidità civile, stato di handicap e disabilità, che appare gravoso e inefficace nell’individuazione dei giusti sostegni e supporti (sociali, socio-sanitari, sanitari) per le singole persone con disabilità”, al fine di garantire loro autonomia e partecipazione ai quotidiani contesti di vita.

Le migrazioni

Sul fronte delle migrazioni, “la priorità assoluta - dice Sbilanciamoci! - è salvare vite, garantire il diritto di migrare e accogliere, facilitare l’acquisizione della cittadinanza”. Le proposte: varare una nuova missione pubblica di ricerca e soccorso dei migranti in mare (1 miliardo) e promuovere la regolarizzazione dei migranti privi di documenti (entrate per oltre 1,5 miliardi). E inoltre: rafforzare il sistema pubblico di accoglienza e in particolare ripristinare il pieno e corretto funzionamento dello Sprar (oggi Siproimi), riaprendolo ai richiedenti asilo, reintroducendo la protezione umanitaria e destinandovi una parte (550 milioni) delle risorse risparmiate con la chiusura dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas).

Sul fronte giustizia, più misure alternative alla detenzione carceraria, l’aumento dell’organico degli operatori civili nei penitenziari, la legalizzazione della cannabis e la depenalizzazione delle condotte meno gravi relative alle altre droghe.

Meno spese militari, più cooperazione

Sul fronte della spesa militare, che nel 2019 è di oltre 26 miliardi di euro, Sbilanciamoci! propone di diminuire in modo netto le spese, con un risparmio di 4 miliardi sulla base di 4 misure: la riduzione del livello degli effettivi delle nostre Forze Armate a 150mila unità (1,2 miliardi); il taglio degli stanziamenti diretti e dei finanziamenti pluriennali per l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma in capo al Ministero dello Sviluppo economico (1,5 miliardi); lo stop al percorso di acquisto degli F35 (500 milioni); il ritiro immediato delle nostre truppe dalle missioni all’estero con chiara proiezione armata (800 milioni). Una parte delle risorse risparmiate - dice Sbilanciamoci! - potrebbe finanziare vere politiche di pace e cooperazione internazionale, con un consistente potenziamento degli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (2 miliardi) e delle attività di peacebuilding (20 milioni); con l’implementazione di una più larga sperimentazione dei Corpi Civili di Pace (10 milioni); con la riconversione a fini civili dell’industria a produzione militare (100 milioni) e di 10 servitù militari (10 milioni); con il reintegro dei fondi destinati alle Nazioni Unite (36 milioni). Sul servizio Civile, che in Legge di Bilancio ha meno di 140 milioni di euro sul 2020 (considerate insufficienti), la proposta è di stanziamenti aggiuntivi pari a 260 milioni, in modo da consentire di bandire 65mila posti in Italia e 2mila all’estero, a fronte dei poco più di 20mila posti in Italia e 500 all’estero previsti in base agli attuali livelli di finanziamento.

Da segnalare, sul fronte industriale, la proposta di introduzione di un “dazio speciale” sui beni provenienti da Paesi e/o prodotti da imprese non rispettose dei fondamentali diritti umani, che porterebbe a maggiori entrate per 500 milioni), avviando una sperimentazione su un pacchetto di prodotti sensibili (tessili, agroalimentari, manifatturieri...).

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