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Videosorveglianza in asili e strutture, il Senato non accelera

In Commissione Affari Costituzionali non passa la richiesta di analizzare subito il testo già approvato a Montecitorio un anno fa. Veementi proteste della Lega. Per la maggioranza “inopportuno” trattarlo a ridosso della sessione di bilancio

19 ottobre 2019

ROMA - C'è uno stop, almeno nella tempistica, alla legge che permette di installare videocamere a circuito chiuso in asili nido, scuole dell'infanzia e strutture per anziani e persone con disabilità. In Commissione Affari Costituzionali, al Senato (dove è arrivata la proposta di legge già approvata dalla Camera dei deputati un anno fa, nell'ottobre 2018) è stata respinta dalla maggioranza (M5S, Pd, Leu, Iv) la richiesta di calendarizzare la discussione – e avviare dunque il dibattito sul testo - nell'arco della prossima settimana. Considerata la prossima partenza della sessione di bilancio, è quanto mai probabile che ogni spazio nel corso del 2019 sia chiuso. La legge potrebbe tornare all'esame della Commissione, dunque, nel 2020.

Le proteste della Lega

Una scelta accolta con vibranti proteste da parte dell'opposizione e in modo particolare della Lega, che con i suoi senatori Borghesi, Pirovano, Stefani, Calderoli e Augussori parlano di “ennesima inqualificabile prova del governo giallorosso”, che dice no ad un calendario che “avrebbe garantito tempi veloci” per l'approvazione di una legge “con coperture già garantite e in attesa solo di proseguire un iter già avanzato”. Per i senatori leghisti quello della maggioranza è “un vero e proprio assist a crimini orrendi compiuti nei confronti dei più fragili”. Concetti ripresi, sui social network, anche dal segretario della Lega, Matteo Salvini: “Vergogna! Ieri Pd, 5 Stelle e Renzi hanno deciso di affossare la richiesta di calendarizzazione della proposta della Lega sulla videosorveglianza, già garantita e finanziata col nostro governo, dicendo di fatto NO a telecamere in asili, case di riposo e comunità per disabili”.

Come sono andate le cose

Nel pomeriggio di mercoledì 16 ottobre, sul tavolo dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, erano arrivate diverse proposte riguardanti la calendarizzazione dei provvedimenti all'esame della Commissione Affari Costituzionali. Nel corso della riunione è stata presa la decisione di integrare il programma delle audizioni sul fenomeno della prostituzione e di programmare quelle sui disegni di legge sulle vittime del dovere, ma non si è invece raggiunto un consenso sulla calendarizzazione del disegno di legge costituzionale sul referendum e sulla iniziativa legislativa popolare, e sui disegni di legge riguardanti le operazioni elettorali, la promozione e l'utilizzo della Lingua dei segni, e appunto la videosorveglianza in strutture per l'infanzia, per anziani e per disabili.
 
Quando le decisioni prese dai capigruppo sono state riferite all'intera Commissione, la senatrice Pirovano (Lega) ha chiesto che venisse posta in votazione la proposta di integrare il calendario con tutti i disegni di legge che non avevano avuto il via libera. Per la maggioranza, la senatrice De Petris (Leu) ha annunciato voto contrario, argomentando che essendo “ormai prossimo l'avvio della sessione di bilancio, sarebbe inopportuno calendarizzare provvedimenti recanti misure di spesa, come ad esempio i provvedimenti in materia di videosorveglianza, il cui esame dovrebbe essere a breve nuovamente sospeso”. Voto compatto della maggioranza e richiesta respinta. Con relative proteste leghiste, che parla di legge “con coperture già garantite”. Il riferimento è alla legge sblocca cantieri dove era stata prevista, ai fini della videosorveglianza, l’istituzione di due fondi, uno presso il Ministero dell'interno per asili e scuole, l'altro presso il Ministero della Salute per le strutture socio sanitarie), ciascuno con una dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2019 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024.

Cosa dice il testo sulla videosorveglianza già approvato alla Camera

La Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la proposta di legge circa un anno fa, il 23 ottobre 2018, con il voto favorevole dell'allora maggioranza governativa (Movimento 5 Stelle e Lega) rafforzata nell'occasione dai sì di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Furono 404 i voti favorevoli, con 110 voti contrari provenienti dal Pd e dal Gruppo Misto.  l testo introduce “misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso” e, oltre a prevedere la formazione del personale, permette di installare videocamere a circuito chiuso nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e per persone con disabilità a carattere residenziale, semiresidenziale o diurno. Le registrazioni saranno visibili, dopo denuncia, solo dalle forze di Polizia
 
Il testo afferma in proposito che “possono essere installati sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, le cui immagini sono criptate e conservate per sei mesi, decorrenti dalla data della registrazione, all’interno di un server dedicato, appositamente installato nella struttura, con modalità atte a garantire la sicurezza dei dati trattati e la loro protezione da accessi abusivi. L’accesso alle registrazioni è vietato, salva la loro acquisizione, su iniziativa della polizia giudiziaria o del pubblico ministero, come prova documentale nel procedimento penale”. La legge prevede che i sistemi possano essere installati “previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale” e che con un apposito decreto il Ministero dell'Istruzione sia chiamato a definire “le modalità per assicurare la partecipazione delle famiglie alle decisioni relative all’installazione e all’attivazione dei sistemi di videosorveglianza nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia”.

di Stefano Caredda

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