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Governo, Binetti: dal Conte bis maggiore attenzione alle necessità dei malati

"Abbiamo un nuovo governo e, pur stando convintamente all'opposizione, non mancano le speranze e gli auspici perché tutti insieme si possa fare un buon lavoro al servizio del paese”

7 settembre 2019

ROMA - "Abbiamo un nuovo governo e, pur stando convintamente all'opposizione, non mancano le speranze e gli auspici perché tutti insieme si possa fare un buon lavoro al servizio del paese, a cominciare da alcuni problemi concreti, per esempio quelli legati alla tutela della salute, come la nuova legge sui vaccini, il nuovo Piano Nazionale delle Malattie rare, scaduto da oltre tre anni o le famose Linee Guida per l'Autismo, parcheggiate in qualche meandro dell'ISS. Ma anche temi come il fabbisogno di medici e la loro formazione. A cominciare dal tema del numero chiuso degli aspiranti medici, , che il 3 settembre ha visto 68.694 ragazzi disputarsi gli 11.568 posti disponibili. Il governo appena concluso ha speso migliaia di parole senza giungere a nessuna conclusione, per questo al prossimo governo chiediamo di non ricominciare con le discussioni, ma di assumere decisioni e di realizzarle con coerenza e tempestività. Sono troppe le questioni sospese; troppe le false soluzioni come la velleitarietà di chi ritiene che si possano ammettere tutti coloro che lo vogliono a frequentare medicina, abolendo i test iniziali e rimandando la selezione agli anni successivi. Ma c'è anche chi pensa che le persone con una malattia rara possano attendere un tempo infinito prima di avere una risposta efficace, come se fossero malati di serie B". Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, membro della Commissione Igiene e Sanità pubblica.

"Il nuovo ministro della salute a cui vanno indubbiamente gli auguri da parte di tutti, sani e malati- prosegue Binetti- ha una serie di sfide davanti che richiedono una capacità di calarsi rapidamente nei panni di persone che hanno una prospettiva di vita difficile e limitata e non sopportano più l'attesa di una politica autoreferenziale che si balocca con i loro problemi senza mettervi mano con energia e competenza. è questo il cambio di passo che si attendono dal nuovo governo. Fatti e non parole. Non possono essere i malati a pagare il prezzo di un governo palesemente inefficiente, come quello che si è appena concluso: anche loro aspettano il cambiamento ed escludono palesemente che la soluzione possa essere l'eutanasia, di cui molti sostengono le apparenti ragioni. Molti, ma non i malati", conclude la senatrice.

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