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Al ministero del Lavoro la "madrina" del Reddito di Cittadinanza

La neo ministra Nunzia Catalfo ha negli ultimi anni legato il suo nome principalmente alla misura poi approvata dallo scorso governo. Un disegno che fin dal principio comprendeva anche l'attenzione alle persone con disabilità e ai loro familiari

5 settembre 2019

ROMA – E' considerata la “madrina” del reddito di cittadinanza, la neo ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che prende il posto di Luigi Di Maio. “Una misura di welfare rivoluzionaria, che punta a dare dignità e lavoro a chi si trova in una situazione di disagio, a tutti coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà, senza distinzioni”, aveva dichiarato in un post su Facebook, prima ancora che la misura divenisse legge. E aveva rivolto un'attenzione particolare alle persone con disabilità, forse prevedendo le critiche e l'insoddisfazione che da parte di questo mondo sarebbero poi state espresse.

“Secondo le stime fatte, con il Reddito di Cittadinanza circa 250 mila famiglie con disabili percepiranno un'integrazione economica – riferiva all'inizio dell'anno - Il decreto legge si prende cura anche delle persone con disabilità e dei loro familiari: in particolare voglio ricordare che sono esonerati dagli obblighi connessi alla fruizione del Reddito di Cittadinanza, quindi dall'immediata disponibilità al lavoro e alla formazione, le persone con disabilità, fatta salva ogni iniziativa di collocamento mirato per loro, nonché coloro che se ne prendono cura”.

Catalfo aveva poi ricordato “l'aumento previsto di 5 mila euro del massimale del patrimonio mobiliare per ciascun componente con disabilità in famiglia”. E, sempre sul tema disabilità, assicurava che “il Movimento 5 Stelle è sempre molto attento a questo tema e infatti la commissione Lavoro che presiedo al Senato sta portando avanti il disegno di legge sul ‘caregiver’. Attraverso il confronto con le associazioni e con le famiglie dei disabili, nel corso dell’esame del decreto in Parlamento approfondiremo ancora meglio la situazione in cui si trovano le persone con disabilità”, aveva promesso. E sul caregiver, in particolare, aveva dichiarato: “Con il disegno di legge presentato da Simona Nocerino, in discussione in Commissione Lavoro (depositato in Senato ad agosto, ndr), vogliamo intervenire riconoscendo loro non solo la possibilità di accedere al pensionamento anticipato al raggiungimento di 30 anni di contributi ma anche quella di vedersi garantita la concessione di telelavoro o lavoro agile. Un passo alla volta diamo risposte a chi per troppi anni è stato lasciato indietro dalla vecchia politica".


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