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Morte di Bergamo, Conferenza nazionale salute mentale: “Sradichiamo la contenzione”

Il Coordinamento nazionale della Conferenza salute mentale commenta la “tragedia terribile, su cui va fatta piena luce. La contenzione è una pratica assai diffusa, lesiva di diritti e dignità delle persone che la subiscono e umiliante per gli stessi operatori. Una pratica che deve e può essere superata”

14 agosto 2019

ROMA - Il Coordinamento nazionale della Conferenza Salute mentale interviene sulla vicenda della ventenne morta nell’incendio all’ospedale di Bergamo perché, come sembra, impossibilitata a scappare per il fatto di essere legata al letto. “Si tratta di una tragedia terribile – dice il Coordinamento - su cui va fatta piena luce. In primo luogo per chiarire se la paziente fosse in stato di contenzione meccanica al momento dell’incendio. Fermo restando che spetta alla magistratura chiarire la dinamica dei fatti, se fosse confermato che la giovane era legata al letto al momento dell’incendio, ci troveremmo di fronte ad un altro inaccettabile caso in cui una persona muore in stato di contenzione; una pratica purtroppo assai diffusa, lesiva dei diritti e della dignità delle persone che la subiscono e umiliante per gli stessi operatori, che deve e può essere superata. Ribadiamo la nostra vicinanza ai familiari della giovane donna morta, agli altri pazienti e ai loro familiari – continua il coordinamento - e siamo disponibili ad affiancare gli operatori nel difficile ma necessario processo di analisi e valutazione di quanto è accaduto e che chiama in causa non solo gli operatori del SPDC del Giovanni XXIII ma l’intero Dipartimento di salute mentale e al fondo tutti noi, che dobbiamo con più forza impegnarci a sradicare la contenzione e ogni pratica e cultura che offenda i diritti e la dignità delle persone”.

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