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Donna, disabilità, violenza: ragazza di 19 anni si confida con un'insegnante

Ha subito abusi da parte di due cognati, ora in custodia cautelare in carcere Improta e Carnevali: “Donne disabili rischiano violenza da 3 a 5 volte più delle altre. Le priorità per arginare il fenomeno? Politiche di genere, educazione sessuale, rete di protezione e condanna con aggravante”

2 agosto 2019

ROMA – È stata ripetutamente vittima di abusi sessuali e poi minacciata e costretta al silenzio. Ma ha comunicato il suo disagio in un bigliettino e chiesto protezione in una struttura: così le indagini sono state avviate e la verità è emersa. È accaduto in Puglia, in provincia di Taranto, vittima una ragazza di 19 anni con disabilità fisica, carnefici due uomini, vicini alla famiglia (due cognati, per la precisione, di 29 e 46 anni): i fatti risalgono a gennaio, ma solo l'attenzione e l'intervento di una sua insegnante, che ha saputo leggere in poche righe scritte dalla ragazza in un biglietto il suo profondo disagio, ha fatto scattare le indagini e portato all'arresto dei colpevoli, per i quali è stat ottenuta dal pm la custodia cautelare in carcere, per la gravità dei fatti commessi.

“La notizia è di quelle che arrivano dirette come un pugno allo stomaco – commentano Elena Patrizia Improta e Irene Gironi Carnevale, dell'associazione Oltre lo Sguardo onlus, che a Roma sostiene e tutela le persone con gravi disabilità e le loro famiglie con progetti per il 'durante' e il 'dopo di noi' - Se la violenza su una donna è di per sé un abominio, quando la donna è disabile si configura un’azione di una gravità inaudita, un gesto infame di vigliaccheria criminale che non si riesce neanche a commentare. Una donna disabile è esposta al rischio di subire una violenza da 3 a 5 volte più di una donna non disabile e questo la dice lunga sulla complessità di interventi necessari per arginare tale fenomeno”.

Cosa fare? Le due priorità

Il primo passo da compiere per prevenire e contrastare la violenza subita dalle donne con disabilità è “includere la variabile di genere nelle politiche per la disabilità e inserire la disabilità all’interno delle politiche di genere – affermano Improta e Carnevale, entrambe mamme di giovani adulti con disabilità – In tutte le legislazioni, anche quelle a livello europeo, manca una specifica in questo senso, come rileva un indagine dello scorso anno pubblicata dal sito Disabili.com e la necessità di avere leggi chiare e adeguate diventa ogni giorno più importante”. Il secondo passo è “una reale educazione all’affettività e alla sessualità, poiché solo la piena consapevolezza può salvare le donne con disabilità da violenze domestiche”. Un ruolo fondamentale giocano poi i servizi sociali, che “devono essere coinvolti in un monitoraggio attento e continuo delle situazioni familiari e di vita nelle quali si muove una persona con disabilità fisica o psichica”.

Rete di protezione e condanna con aggravante

Fondamentale è “creare una reale rete di protezione, tutela e sostegno per queste donne – continuano Improta e Carnevali - In caso contrario saremo sempre pronti discriminare o a ritenere inattendibili le denunce di queste donne. In questo caso specifico si è avuta una pronta e tempestiva risposta della scuola e delle istituzioni, ma non è sempre così – osservano Improta e Carnevali - perciò si rende necessaria una adeguata formazione dei docenti anche su questo fronte e, parallelamente, un rafforzamento e una accelerazione dell’iter giudiziario che assicuri alla giustizia i colpevoli senza alcuno sconto di pena, ma, anzi, con l’aggravante dello stato della donna disabile.
Il rispetto della persona, così come il rispetto di ogni essere vivente, dovrebbe essere insito in ognuno di noi, far parte del nostro DNA, ma poiché i fatti ci dimostrano che così non è, è necessario e imprescindibile creare le condizioni affinché casi come questo non si verifichino perché i criminali vengono messi in condizioni di non nuocere, perché la vigilanza e il monitoraggio, la rete di sicurezza faccia in modo che ogni donna, in qualunque condizione, si senta sempre al sicuro in ogni luogo”.

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