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Riforma del turismo: la novità è quello accessibile

Un sistema integrato di offerta in grado di accogliere le esigenze speciali, fra cui quelle delle persone disabili, un brand nazionale e una rete tra enti locali, operatori turistici e associazioni. Ecco cosa prevede il ddl “Delega al governo in materia di turismo”

27 giugno 2019

ROMA - C’è anche il turismo sanitario e termale (basato su un’offerta di viaggio e permanenza improntata sulla cura della salute e la ricerca del benessere, che preveda trattamenti sanitari specifici e assistenza da parte di personale medico professionalmente qualificato), più quello accessibile, nel disegno di legge delega in materia di turismo su cui il governo dovrà adottare uno o più decreti di settore entro i prossimi due anni. Ed è questa la principale novità introdotta dopo l’avvenuto esame in commissione Attività produttive e su cui due giorni fa la Camera ha iniziato la discussione generale in assemblea.
 
L’idea è quella di “sviluppare il modello di turismo accessibile, inteso come sistema integrato di offerta in grado di accogliere le esigenze speciali che meritano maggiore attenzione, fra cui quelle delle persone con disabilità, delle famiglie numerose, degli anziani e dei giovani, attraverso progetti e programmi che agevolino l’accesso all'esperienza turistica indipendentemente dalle condizioni personali, sociali ed economiche, mediante l’armonizzazione della normativa nazionale agli articoli 7 e 30 della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità, la promozione di interventi mirati al soddisfacimento di specifiche richieste connesse a problematiche di allergie e intolleranze alimentari, la creazione di un brand Turismo accessibile Italia e la sua promozione a livello nazionale e internazionale, la promozione di un’offerta integrata di servizi turistici attraverso la creazione di una rete accessibile tra gli enti locali, gli operatori turistici, le associazioni e le organizzazioni maggiormente rappresentative, le federazioni sportive dilettantistiche”, si legge tra gli emendamenti approvati la settimana scorsa.
 
“Per individuare misure inclusive e a basso costo si prevede, e questa è una novità importantissima, anche l'utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico”, ha sottolineato in aula Diego Binelli della Lega. Secondo il deputato Anna Laura Orrico (Movimento 5 Stelle), “è fondamentale garantire a tutti il diritto di viaggiare e godere delle meraviglie che offre il nostro Paese. A oggi si calcola che il reddito potenziale derivato dal turismo accessibile ammonti a circa 166 miliardi di euro e i numeri ci dicono che questo mercato si aggira intorno ai 127 milioni di persone che non viaggiano a causa delle barriere architettoniche e dei servizi poco pensati per loro. Turismo accessibile significa, quindi, un turismo che offre più opportunità per tutti, non solamente per la persona con disabilità, ma per tutti gli attori coinvolti, i familiari, gli accompagnatori, le strutture ricettive, la comunità che accoglie”.
 
Anche il Codice del turismo di otto anni fa – il decreto legislativo 79/2011 – enunciava principi in tema di turismo accessibile (art. 3). Ma tale articolo era poi stato dichiarato incostituzionale perché, come altri, non comprendeva il riassetto generale dei rapporti con le Regioni in materie non di competenza esclusiva dello Stato. E questa è ancora la preoccupazione dell’opposizione; per Sara Moretto del Pd, infatti, “resta sullo sfondo la questione delle competenze legislative: la materia del turismo è competenza esclusiva delle Regioni, e su questo aspetto si sono fermati e stoppati diversi tentativi di intervento statale già avviati nel passato”.

di Michela Trigari

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