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Lombardia, crescono i posti letto “privati” nelle Rsa

Secondo il rapporto Cisl Pensionati, ci sono 804 posti letto in meno tra quelli convenzionati con la Regione, mentre sono aumentati di 1.167 quelli in cui la spesa è tutta a carico del paziente. Le retta media giornaliera in Lombardia è di 60,31 euro

12 giugno 2019

MILANO - Diminuiscono i posti letto convenzionati con la Regione, crescono quelli totalmente a carico dei famigliari. È sempre più difficile e costoso riuscire a ricoverare un anziano in una delle 688 Residenze socio assistenziali (Rsa) della Lombardia. Complessivamente i posti letto sono 63.480. Di questi, 57.700 sono quelli riconosciuti dalla Regione Lombardia per i quali compartecipa alla spesa insieme ai famigliari dei ricoverati. Il problema è che, rispetto al 2017, ce ne sono 804 in meno. Invece, i posti letto "solventi" (ossia paga tutto chi viene ricoverato) sono aumentati, di 1167 unità, rispetto al 2017, arrivando al totale di 5.350. È quanto emerge dal Rapporto "Non autosufficienza e Rsa 2018", curato dal Dipartimento Welfare Fnp Cisl Lombardia e pubblicato sul sito www.pensionaticisllombardia.it. La vita degli anziani non autosufficiente e delle loro famiglie è poi complicata dalle liste di attesa e dai costi alti. In media in Lombardia un posto letto in Rsa costa  60,31 euro al giorno. Ma con notevoli differenze tra una provincia e l'altra. Si va da un minimo di 52,66 euro nell’Ats di Brescia ad un massimo di 92,85 euro nell’Ats Città Metropolitana di Milano. Secondo una stima a cura di Fnp Cisl Lombardia, la spesa sostenuta nell’anno 2018 da una persona ricoverata in una Rsa lombarda è stata di almeno 22.000 euro. Questo è il risultato che emerge moltiplicando la retta media minima giornaliera nella nostra regione (60,31 €) per 365 giorni.

 

Se si moltiplica questa somma per il totale dei posti letto autorizzati (63.480), la spesa complessiva ammonta ad almeno 1,4 miliardi di euro. A questa cifra compartecipano anche i Comuni lombardi, per una quota che è stato possibile determinare. Le liste di attesa sono un problema notevole per le famiglie. Secondo il rapporto, tre Ats hanno una media oltre le 150 persone in attesa (Brescia, Bergamo, Brianza), due oltre 100 (Montagna, Milano) e le altre tre Ats meno di 100 persone (Insubria, Pavia, Valpadana).

 

“Serve una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza -spiega Emilio Didoné, segretario regionale dei Pensionati Cisl Lombardia-. Serve adesso perché la non autosufficienza è diventata una vera emergenza sociale. Servono risorse perché milioni di persone anziane e famiglie sono in difficoltà. Occorre aumentare la quota coperta dal Fondo Sanitario Regionale, oggi sottostimata. La quota sanitaria che Regione Lombardia paga per i posti letto a contratto delle Rsa è inferiore a quanto previsto dalla legislazione vigente e inadeguata al livello di assistenza sanitaria che viene fornito nelle strutture Rsa. Andrebbe quindi incrementata la quota coperta dal Fondo Sanitario Regionale”.

di Dario Paladini

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