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Giornata del Gioco, le tre raccomandazioni del Garante infanzia: “Diritto per tutti”

Prodotte attraverso il lavoro del gruppo, sono rivolte innanzitutto al Governo, al Parlamento, alle Regioni, agli Enti locali: informazioni, mappatura e una norma e le risorse sono i tre strumenti per creare e diffondere una “cultura del gioco e dello sport per tutti, all'interno di comunità accessibili e inclusive”

27 maggio 2019

ROMA – Informazione, mappatura, monitoraggio sul gioco e lo sport “per tutti” all'interno dei diversi territori: sono questi i tre strumenti individuati dall'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza e tradotti in altrettante “Raccomandazioni” rivolte a Governo, Parlamento, Regioni, agli Enti locali, ma anche servizi socio-sanitari ed educativi, alle agenzie sportive, a determinate categorie di professionisti. Esse hanno l’obiettivo di stimolare l’assunzione di misure e provvedimenti che su più piani – da quello normativo a quello culturale a quello delle politiche dei servizi - contribuiscano alla creazione di comunità accessibili e inclusive.
 
Informazione e sensibilizzazione. La prima Raccomandazione riguarda l’attivazione di azioni che consentano di diffondere una cultura del gioco e dello sport per i bambini e ragazzi con disabilità, attenta a garantire la piena accessibilità e l’inclusione per tutte le tipologie di disabilità, in tutti i contesti e a tutte le età. Nello specifico si raccomanda al ministro per la Famiglia e le Disabilità di attivare iniziative di sensibilizzazione sistematiche, in particolare per il 6 aprile (Giornata mondiale dello Sport) e per il 28 maggio (Giornata mondiale del Gioco), sull’importanza del gioco e dello sport per il benessere dei bambini e dei ragazzi con disabilità e di attivare iniziative di sensibilizzazione sistematiche per la promozione della lettura precoce ad alta voce di libri illustrati per i bambini e ragazzi con disabilità fin dalle prime epoche di vita. Al ministro della Salute (ma anche ai servizi pediatrici, di Neuropsichiatria infantile, di riabilitazione nonché ai servizi sociali, educativi, scolastici e al terzo settore, alle società scientifiche di pediatria, ai pediatri ospedalieri e di famiglia) si raccomanda di informare e sensibilizzare famiglie, insegnanti, operatori sull’importanza del gioco spontaneo e dello sport per il benessere dei bambini e dei ragazzi con disabilità fin dalle prime epoche di vita, anche attraverso la produzione e diffusione di materiali informativi.. Al ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (ma anche alle associazioni, Federazioni e Confederazioni sportive, all’Anci, agli ordini professionali e alle agenzie formative) si raccomanda di includere le tematiche della accessibilità al gioco per i bambini e ragazzi con disabilità nella formazione di tutti gli operatori del settore (insegnanti, operatori di ludoteche, biblioteche, animatori...); di includere le tematiche della accessibilità allo sport per i bambini e ragazzi con disabilità nella formazione di tutti gli operatori del settore sportivo; di promuovere e organizzare attività di formazione e sensibilizzazione sul tema del diritto al gioco destinate a tutti i professionisti che lavorano con e per i bambini o il cui lavoro ha un impatto sui minorenni.
 
Mappatura. La seconda Raccomandazione riguarda la strutturazione di modalità stabili per la raccolta di informazioni e dati sui bambini e i ragazzi con disabilità e in particolare sull’accesso al gioco e allo sport e la messa a disposizione per operatori, familiari e utenti di una mappatura dinamica delle realtà ludiche e sportive che garantiscono l’accessibilità. Nello specifico, al ministro della Salute e al ministro per la Famiglia e le Disabilità, alle Regioni e ai Comuni si chiede di strutturare adeguati sistemi di monitoraggio, che consentano di descrivere in dettaglio e nel tempo la situazione nazionale e locale relativa ai bambini e ragazzi con disabilità, anche attraverso la creazione di una banca dati sulla disabilità a livello nazionale, con dati disaggregati, relativamente alla fascia di età 0-17 anni. Ai Comuni, al terzo settore, alle imprese, si raccomanda di sviluppare sistemi e modalità per censire ludoteche, luoghi di gioco e associazioni sportive accessibili ai bambini e ai ragazzi con disabilità, nonché modalità per mettere a disposizione tali informazioni in modo capillare alla popolazione, anche attraverso lo sviluppo di App dedicate. Ciò consentirebbe a utenti e familiari di identificare rapidamente i contesti maggiormente accessibili in base alle diverse tipologie di bisogni, alla distanza e ad altri elementi di rilievo.
 
Una norma e le risorse. La terza raccomandazione riguarda l'attivazione e diffusione di progettualità collaborative e l’introduzione di forme di incentivazione economica e di requisiti normativi che ne sostengano l’implementazione, nonché la previsione di indicatori di monitoraggio che valutino la qualità dell’inclusione anche con il coinvolgimento diretto dei minorenni (laddove possibile ) e delle loro famiglie. Nello specifico, si raccomanda ai legislatori di introdurre una norma che renda effettivo il diritto al gioco e allo sport per tutte le persone di minore età, avendo riguardo ai criteri di inclusività, accessibilità, uguaglianza, territorialità, specificità anche in base alla disabilità fisica, psichica, sensoriale Tale norma dovrebbe garantire la fruibilità dei servizi dediti al gioco e allo sport entro un determinato bacino di utenza, su tutto il territorio nazionale. Al ministro per la Famiglia e le Disabilità, alle regioni, ai Comuni si chiede di introdurre negli spazi gioco e negli impianti sportivi segnaletiche e comunicazioni idonee a favorirne l’accessibilità (non solamente dal punto di vista fisico) e di destinare fondi strutturali ad hoc per la nascita di progettualità e servizi locali (ludoteche, ludobus, progetti di gioco nei quartieri, nei parchi, nei cortili, nelle scuole, attività di lettura accessibile in biblioteca ecc.) e di inserire nell’agenda politica programmi che favoriscano la promozione e la diffusione su tutto il territorio nazionale delle associazioni sportive dilettantistiche che promuovano il pieno coinvolgimento di bambini con disabilità nelle loro attività. Alle scuole, alle società e associazioni sportive, al terzo settore si chiede di attivare al proprio interno team dedicati a favorire la possibilità di accesso allo sport per le persone con disabilità intellettiva, sul modello del “Team Special Olympics” e di promuovere, diffondere e attivare pratiche sportive, come il baskin, che includano, in un contesto di regole condivise, bambini e ragazzi a sviluppo tipico e bambini e ragazzi con disabilità. Infine, alle famiglie, alle associazioni del terzo settore, alla società civile, l'Autorità garante raccomanda di “organizzarsi per promuovere, attraverso forme di cittadinanza attiva, processi di responsabilizzazione delle autorità competenti - a livello nazionale, regionale, locale - affinché vengano attuate le raccomandazioni e venga garantito il diritto al gioco e allo sport delle persone di minore età con disabilità”.

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