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L'Europa ha il suo Disability Act. L’Edf: “Un grande passo in avanti, ma non basta”

Il Parlamento europeo ha approvato lo “European Accessibility Act”, considerato la più importante direttiva in materia. Dovranno diventare accessibili i prodotti e servizi web relativi a trasporti, e-commerce, media e settore finanziario, banche comprese. Ma non mancano le lacune. L’analisi del Forum europeo per la disabilità

14 marzo 2019

ROMA – Il Parlamento europeo ha approvato l'attesissimo “European Accessibility Act”, meglio noto come “Disability Act”, che ha lo scopo di rendere accessibili prodotti e servizi come computer, smartphone, tablet, tv, sportelli bancomat e servizi bancari, terminali di pagamento, e-book e e-reader, siti di e-commerce e app mobilie cc. Un passo importante, per alcuni storico, che però “non renderà l'Ue (istituzioni e mercato unico) pienamente accessibili – commenta Edf, il Forum europeo per la disabilità diffondendo e commentando la notizia – poiché esclude ancora molte aree essenziali come il trasporto, l'ambiente edilizio e gli elettrodomestici. La nuova direttiva sull'accessibilità è un passo importante – continua -, ma il lavoro dell'Ue è lungi dall'essere completo: abbiamo bisogno di una legislazione che assicuri parità di accesso in tutti i settori della vita”.
 
Le luci...Alla direttiva, Edf riconosce il merito di promettere un miglioramento dell'accessibilità di alcuni prodotti e servizi e di investire le autorità nazionali di vigilanza del mercato del compito di verificare l'adeguamento da parte  degli enti privati. “La legge europea sull'accessibilità ha anche soddisfatto due importanti richieste del movimento dei disabili – ricorda Edf -: le telecomunicazioni elettroniche e il numero di emergenza 112 diventeranno accessibili a tutti in tutta l'Ue”. Tra gli aspetti positivi, anche l'impatto sulle “norme sugli appalti pubblici per prodotti e servizi accessibili, così che le autorità pubbliche non usino più il denaro dei contribuenti in prodotti, servizi e strutture che discriminino le persone con disabilità”.
 
… e le ombre. Accanto al riconoscimento dei meriti della direttiva, c'è però il rammarico per quello che da questa resta fuori. “La legge non soddisfa ancora le nostre richieste chiave. È fuorviante affermare che la legge garantirà la piena accessibilità degli edifici e dei mezzi di trasporto, che sono stati al centro della nostra campagna. Non è così: e questo significa che milioni di persone che vivono nell'Ue dovranno ancora affrontare lotte quotidiane per lasciare le loro case”. Ancora, “la legge non include gli elettrodomestici (come lavatrici o forni a microonde) – osserva Edf -. Ciò significa che milioni di persone con disabilità dovranno ancora affrontare difficoltà quotidiane per utilizzare questi apparecchi e vivere nelle proprie case”. Infine, Edf ritiene grave che “le microimprese che forniscono servizi siano esentate dall'osservanza dei requisiti della legge. Questa esenzione – prevede il Forum europeo - ridurrà in modo significativo l'impatto della legge”. Si tratta di carenze gravi, come sottolinea e denuncia Yannis Vardakastanis, presidente dell'Edf: "È vergognoso come gli Stati membri siano riusciti a ridurre la portata della legge - commenta - I governi devono ora riscattare se stessi ed essere molto ambiziosi quando incorporano l'atto nella legislazione nazionale”.
 
Dopo l'approvazione, restano ancora due passi da compiere: il Consiglio dell'Ue deve dare la sua approvazione formale e la legge deve essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Gli Stati membri avranno quindi 3 anni per recepire la direttiva (ovvero tradurre la direttiva nella legislazione nazionale). “Continueremo a lottare – conclude Edf - per garantire che l'Ue diventi un esempio mondiale di piena accessibilità per le persone con disabilità”.

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