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Dalla Sicilia misure per la prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie

Contrastare, prevenire e isolare gli episodi di corruzione nelle Aziende sanitarie e ospedaliere. È l'obiettivo di una direttiva emanata dall'assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, per l'applicazione del protocollo anticorruzione sostenuto dall'Anac

13 marzo 2019

PALERMO - Contrastare, prevenire e isolare gli episodi di corruzione nelle Aziende sanitarie e ospedaliere. Questo l'obiettivo di una direttiva emanata dall'assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, per l'applicazione del protocollo anticorruzione sostenuto dall'Anac. La direttiva è stata inviata ai commissari delle Aziende del sistema sanitario regionale e per conoscenza, all'Anac, all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e all'Agenas, oltre che al presidente della Regione Nello Musumeci. "Razza accende i riflettori sui rapporti che possono intercorrere tra il personale delle Aziende e i cosiddetti 'portatori di interessi’ - spiega una nota - come, ad esempio, i rappresentanti di farmaci e di dispositivi sanitari". Nel documento, in particolare, si chiede che venga regolamentata in ciascuna delle strutture sanitarie regionali la "modalità di accesso degli informatori scientifici sia del farmaco che degli integratori e dei fornitori (o potenziali tali) di presidi sanitari, prevedendo - si legge - forme di rendicontazione ufficiale da trasmettere alla Direzione aziendale". Secondo la disposizione varata da Razza, inoltre, le informazioni che verranno raccolte "dovranno essere incrociate, previa formale trasmissione, con quelle in possesso delle Autorità di regolazione del settore", cioè dall'Aifa.
 
La direttiva contiene anche un modulo per l'autocertificazione con una serie di quesiti che dovrà essere adottato dalle aziende per "acquisire dichiarazioni pubbliche di interessi da cui si evincano rapporti, anche non attualmente in essere, tra il personale e soggetti terzi" ma anche "eventuale ricezione di contributi, strumentazione sanitaria, partecipazioni gratuite a corsi, convegni e iniziative in cui sponsor sono le aziende farmaceutiche".
 
Il questionario chiede di sapere anche "se il professionista abbia partecipato, in qualità di relatore e organizzatore, ad eventi organizzati da case farmaceutiche o produttrici di presidi sanitari", se abbia "partecipato o contribuito alla progettazione di un farmaco", se abbia "interessi finanziari in aziende fornitrici del Servizio sanitario nazionale", e se abbia "rapporti di parentela o affinità o convivenza more uxorio con soggetti la cui attività è correlata alle prestazioni di servizi nei confronti delle Aziende del Sistema sanitario regionale". Tra le informazioni richieste anche l'eventuale presenza nei comitati scientifici di fondazioni "o altre persone giuridiche senza scopo di lucro". La misura è stata allargata anche ai rappresentanti legali delle Onlus e alle associazioni senza scopo di lucro che operano presso le Aziende del Sistema sanitario regionale "che saranno chiamati a sottoscrivere una dichiarazione - conclude la nota dell'assessorato - in cui dovranno essere indicati i finanziamenti pubblici ricevuti".

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