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Disabilità e reddito di cittadinanza, le proposte di Anmic per migliorare il decreto

Audizione dell’associazione in Commissione XI Commissione del Senato. Il presidente Pagano: “Ribadita la necessità di aumentare gli assegni e le pensioni di invalidità civile al 100% (tuttora ferme a soli 285 euro mensili)”

6 febbraio 2019

ROMA - Nuove proposte dell’Anmic per migliorare in favore dei disabili il testo del decreto n. 4/2019 sul reddito di cittadinanza. L’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili è infatti stata audita ieri sera dalla XI Commissione del Senato, dove ha presentato propri emendamenti finalizzati a tutelare maggiormente le famiglie con componenti disabili, nonché a favorire l’avvio al lavoro e la partecipazione a progetti di formazione e inclusione dei soggetti con disabilità.
 
In rappresentanza dell’Associazione il presidente nazionale Nazaro Pagano ha anzitutto ribadito la “necessità di aumentare gli assegni e le pensioni di invalidità civile al 100% (tuttora ferme a soli 285 euro mensili)”.  A tale riguardo Pagano ha richiamato  l’attenzione dei parlamentari su una precedente proposta di legge di iniziativa popolare - promossa negli anni scorsi proprio da Anmic - che fu firmata da oltre 300 mila cittadini ma che, dopo ben 10 anni,  attende ancora di essere esaminata dalla Camera dei Deputati. Una inaccettabile “dimenticanza”, per il presidente di Anmic, che rischia di ripetersi oggi  in occasione della discussione sul reddito di cittadinanza, a causa del mancato aumento delle pensioni di invalidità nel testo attuale del decreto.
 
“Nel corso dell’audizione - spiega Pagano - abbiamo perciò ricordato al Governo e ai partiti che lo compongono che è giunto il momento di mantenere gli impegni assunti con gli oltre 3 milioni di disabili italiani e le loro famiglie. E’ una questione di civiltà. L’Anmic incalzerà in tal senso sia il Governo che l’intero Parlamento e vigilerà affinché questa occasione di miglioramento del Welfare non venga ulteriormente persa, dimenticando  ancora una volta proprio le persone con disabilità, ovvero gli italiani nella maggioranza dei casi  più svantaggiati”.

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