SuperAbile






In Normativa e Diritti

Notizie


Reddito di cittadinanza: la “bufala” della disabilità secondo Fish

Gli emendamenti dell'associazione non sono stati accolti. Falabella: “Disabilità ignorata nel decreto su reddito di cittadinanza: nessun aumento delle pensione d'invalidità e i nuclei con componenti disabili saranno svantaggiati, perché le pensioni d'invalidità saranno conteggiate nel reddito”

18 gennaio 2019

ROMA – Il reddito di cittadinanza è appena nato e già riceve le prime stroncature: una delle più tempestive è quella, netta, che arriva dalla Fish, in merito alla questione della disabilità, divenuta centrale nelle ultime settimane, soprattutto dopo “l'ultimatum” di Salvini. Fish aveva proposto delle correzioni, rispetto alla bozza di decreto che circolava: quelle correzioni, a quanto pare, non sono state accolte. E Fish reagisce con una netta bocciatura. “Uno degli impegni più severi nelle prossime ore sarà quello di spiegare alla nostra gente come – al di là degli annunci e dei giochi con i numeri e le parole – la disabilità sia stata ignorata nel decreto sul reddito di cittadinanza - commenta il presidente Vincenzo Falabella - Alle moltissime persone che già ci contattano in queste ore andrà innanzitutto spiegato che l’annunciato aumento delle pensioni di invalidità non trova alcuna concretezza nella misura approvata dal Governo”.
 
Secondo Fish, i nuclei in cui sono presenti persone con disabilità, titolari di pensione d'invalidità civile, saranno addirittura penalizzate. Perché? “Vengono considerate alla stregua di un reddito le stesse pensioni di invalidità, criterio che avevamo chiesto fosse espunto dal decreto. Inoltre nessun coefficiente aggiuntivo considera la presenza di una persona disabile nel nucleo”. Né soddisfa la FIsh, evidentemente, l'innalzamento da 6 mila a 20 mila euro del limite reddituale familiare previsto dalla norma in presenza di un componente disabile all'interno del nucleo.
 
Critiche anche sul fronte dei numeri: secondo il ministro di Maio, sarebbero 250 mila i nuclei in cui sia presente una persona con disabilità. “In Italia, secondo Istat, esistono 1,7 milioni nuclei in condizione di povertà assoluta – precisa Fish - Questi rappresentano, per dichiarazione dello stesso Governo, la platea dei beneficiari del reddito e della pensione di cittadinanza. All’interno di quei nuclei poveri assoluti, vi sono anche persone con quella disabilità che è una delle prime cause di impoverimento. Quando il governo, in tutte le sue componenti, è stato messo alle strette dalle nostre serrate critiche – riferisce Falabella - il ministero del Lavoro ha effettuato un sommario controllo sulla banca dati Isee, scoprendo che vi è un numero consistente di famiglie sotto la soglia di 9.360 euro con una persona con disabilità al loro interno. Appurato tardivamente ciò, invece di elaborare risposte congruenti, ha usato il dato a fini propagandistici, lasciando inalterati quei criteri che trattano meno favorevolmente proprio quei nuclei.”
 
I risultati, per Fish, sono evidenti e pienamente deludenti: nessun propagandato aumento delle pensioni di invalidità e l’importo del reddito di cittadinanza sarà, in tutti i casi, più basso quando in famiglia c’è un componente disabile, un titolare di pensione sociale, un giovane che percepisce una borsa lavoro. “Di fronte a queste evidenze – conclude il presidente Falabella – non ci resta che chiamare a raccolta le nostre associazioni e tutte le organizzazioni dell’impegno civile e chiedere con forza al Parlamento di censurare e modificare quel testo, visto che il governo ha pedissequamente ignorato ogni ragionevole richiesta di emendamento!”

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati