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Reddito di cittadinanza, Ente nazionale Sordi: “Sia più inclusivo”

In una nota il presidente dell’Ens Petrucci esprime la propria preoccupazione sulla bozza del testo al vaglio dell’Esecutivo. “Comporta una distorsione della percezione della condizione di disabilità"

11 gennaio 2019

ROMA – “Auspichiamo che il provvedimento sia perfezionato e migliorato in senso maggiormente inclusivo”. Il presidente dell’Ente nazionale Sordi, Giuseppe Petrucci, esprime massima preoccupazione in merito alla bozza del testo sul reddito di cittadinanza, in procinto di essere approvato dall’Esecutivo. Una misura che, secondo Petrucci, “da quanto appreso in queste ore starebbe creando molta apprensione tra tutti i disabili ed in particolare tra i sordi”. Questo perché il reddito di cittadinanza “comporterebbe una distorsione della percezione della condizione di disabilità”. “Infatti – spiega il presidente Ens - da un lato, l’Ordinamento nel resto della legislazione considera i disabili 'categoria protetta' o da proteggere, dall’altro, in questo provvedimento, le persone con disabilità sembrerebbero parificate agli altri cittadini non attuando quella differenziazione di condizione che deve animare la redazione di un provvedimento così importante”.
 
L’analisi di Petrucci prosegue: “Ci si limita a segnalare che, ad esempio, il calcolo dell’Isee, così come previsto nel provvedimento, rischierebbe di far perdere il beneficio del provvedimento stesso ad uno o più soggetti del medesimo nucleo pur meritevoli di assistenza e sostegno. Questo è uno degli aspetti che rischiano di far licenziare un provvedimento che contrariamente alle intenzioni dell’Esecutivo potrebbe penalizzare pesantemente proprio le persone che ne hanno più bisogno come appunto le persone disabili”.

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