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Pensione d'invalidità, aumento a 780 euro? Chi, cosa, quando

E' atteso per metà gennaio il decreto che dovrebbe attuare la pensione di cittadinanza. Prevede un importo minimo di 780 euro, in presenza di un Isee inferiore a 9.300. Attualmente la pensione per gli invalidi civili totali ammonta a 280 euro

4 gennaio 2019

ROMA – Da 280 a 780 euro: così potrebbe cambiare, nelle prossime settimane, l'importo della pensione d'invalidità civile. É quanto prevede la “pensione di cittadinanza”, misura inserita nella nuova legge di bilancio, ma che sarà realtà solo con l'emanazione del decreto attuativo, atteso entro la metà di gennaio. Oggi infatti l'importo della pensione per invalidi civili totali ammonta a poco più di 282 euro (305,56 per i ciechi civili totali), cui in alcuni casi si somma l'accompagnamento (516 euro). Con la riforma delle pensioni, l'importo della pensione d'invalidità non potrà più essere inferiore a 780 euro. Una novità che potrebbe concretizzarsi già a partire dal prossimo febbraio.
 
Ma a chi spetterà questo beneficio? Non a tutti, naturalmente, ma solo a chi percepisce un reddito molto basso. Si abbassa infatti anche la soglia massima prevista per l'Isse: se prima infatti il limite di reddito era pari a 16.664,36, il nuovo importo minimo è previsto solo per chi abbia un Isee inferiore a 9.300 euro.
 
“L'aumento è un'iniziativa sicuramente importante, perché è ridicolo dare a chi ha un'invalidità quella miseria che oggi viene data – commenta Mariangela Lamanna, presidente del Comitato 16 Novembre -. Ma c'è un aspetto da non dimenticare: l'invalidità viene riconosciuta fino al 65° anno di età: è fondamentale eliminare questa norma, per  procrastinare la pensione d'invalidità a vita”.
 
Per conoscere i dettagli della misura, come le indicazioni e i requisiti per accedervi, occorre attendere l'emanazione del decreto attuativo, che potrebbe avvenire entro la metà del mese corrente.
 

Commenti

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  • CMTMRN49R44F405A
    Questo dimostra quanto poco sanno della disabilità, credo che le varie normative in vigore in relazione all'isee non le abbiano prese in considerazione. Mia figlia , adulta, con disabilità al 100 secondo la normativa dell'Isee vivendo in famiglia con i genitori , per i servizi di domiciliarità ha un ISEE personale uguale a 0,visto che le indennità e pensioni di invalidità non vengono considerate reddito, quello famigliare è di poco superiore al limite che sembra sia stato stabilito dalla legge di bilancio, in questo caso, per la pensione di cittadinanza cosa sarà preso in considerazioneQuello personale uguale a 0 oppure quello famigliare che ci lascia fuori Siamo abituati all'ottusità delle leggi e di chi le deve mettere in pratica, siamo anche abituati pur avendone tutti i diritti a essere esclusi da molti dei benefici perchè chi legifera ha avuto un momento di confusione....., credo che la pensione di invalidità debba essere aumentata in egual maniera per tutti, certo se cosi fosse e se 780 euro fossero veramente il limite riconosciuto a tutti , i fondi destinati a questo importante scopo sociale non sarebbero sufficienti, forse un aumento più contenuto e meno eclatante sarebbe più equo e realmente perseguibile , pensateci politici, prima di fare una brutta figura ....., l'ennesima , grazie per l'attenzione

  • RSSMRT48B16F839C
    il di maio è stato furbo ha specificato che spetta l'aumento ai disabili purché vivano da soli altrimenti si cumulano i redditi dei familiari e come giustamente commentato da CMTMRN49R44F405A l'isee personale del disabile non viene preso in considerazione. proprio per questo una ripartizione più equa delle risorse avrebbe permesso di beneficiarne anche i disabili



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