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L’Emilia-Romagna vara i nuovi Irccs: S.Orsola e Cotignola avanti

La Regione Emilia-Romagna dice sì ai nuovi Irccs al Sant'Orsola di Bologna e al Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna). Ma la maggioranza di centrosinistra che governa viale Aldo Moro si spacca

19 dicembre 2018

BOLOGNA - La Regione Emilia-Romagna dice sì ai nuovi Irccs al Sant'Orsola di Bologna e al Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna). Ma la maggioranza di centrosinistra che governa viale Aldo Moro si spacca sull'Ircss romagnolo. Anzi, per evitare che la spaccatura 'sporcasse’ anche il sì alla nascita di un istituto di ricerca e cura di carattere scientifico al Sant'Orsola, il Pd ha dovuto optare per una votazione per parti separate del parere al vaglio questo pomeriggio dell'Assemblea legislativa. A bocciare l'Irccs ravennate sono stati i consiglieri di Sinistra Italiana e Mdp, che hanno unito i loro 'no’ a quelli del M5s. Le perplessità sono sostanzialmente legate al fatto che la clinica di Cotignola fa parte di un gruppo privato. Finanziare i privati, ha affermato il 5 stelle Andrea Bertani, "significa indebolire il pubblico"" Inoltre, "l'apertura ai privati arriva senza una discussione approfondita".
 
Sul progetto di Cotignola il M5s ha quindi chiesto il parere della conferenza territoriale sociale e sanitaria, per poi ritornare in Assemblea per un nuovo voto. Dubbi anche da Igor Taruffi (Sinistra Italiana). L'Emilia-Romagna, ha avvisato, "non deve diventare come la Lombardia, il sistema pubblico deve avere la priorità”. Dello stesso parere Silvia Prodi (Mpd): "I fondi pubblici destinati alla ricerca devono andare al sistema pubblico". Ma la giunta ha difeso il progetto. "Da circa 18 anni, il Maria Cecilia per la cardiochirurgia è hub per tutta la Romagna. Un hub privato- ha replicato l'assessore regionale alla sanità Sergio Venturi- che però si muove con regole del pubblico, è il pubblico a tenere le redini". Inoltre, trattandosi di un gruppo con diverse cliniche in Italia, va incentivato che quell'Irccs si faccia da noi e non altrove, perché vuol dire cercare anche di potenziare l'occupazione".
 
"Crediamo che anche i privati possano fare ricerca di qualità, al di là dei pregiudizi- ha ammonito il capogruppo Pd Stefano Caliandro- Vigileremo ma non capisco questo voler distinguersi". D'accordo sul principio il centrodestra che però ha preferito optare per l'astensione. Daniele Marchetti della Lega si è espresso positivamente sui "percorsi di integrazione tra pubblico e privato". Guardiamo, ha affermato l'esponente del Carroccio, "all'utilità delle scelte, senza preclusioni verso il privato". Per Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia) "la programmazione sanitaria senza l'apporto di strutture private non è più possibile: utile andare in questa direzione". Sulla stessa linea Andrea Galli di Forza Italia, "fuori tempo e ideologica la distinzione tra privato e pubblico".
 
Per quanto riguarda il Sant'Orsola il progetto è in sostanza quello di una rete con alcune strutture dell'azienda Usl di Bologna, in particolare negli ospedali Maggiore e Bellaria. L'ambito disciplinare proposto, precisa la Regione in una nota, è quello dell'assistenza multidisciplinare medico, chirurgica ed interventistica delle patologie ad alta complessità, con un'attenzione particolare allo sviluppo e alla sperimentazione di nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche, alla definizione di nuove indicazioni terapeutiche e assistenziali e all'applicazione di dispositivi personalizzati di nuova generazione. Dopo il pronunciamento favorevole dell'assemblea legislativa, policlinico Sant'Orsola e Maria Cecilia Hospital presenteranno domanda di riconoscimento alla giunta regionale che, dopo la verifica dei requisiti, invierà la documentazione al ministero della Salute per la procedura di riconoscimento.

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