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Diritti, la regione Friuli: lo stato riconosca la 'Lis' come lingua

Il Consiglio chiede inoltre al Parlamento e al governo di agevolare l'utilizzo della Lis nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e con gli enti locali, oltre che nei procedimenti giudiziari civili e penali

5 dicembre 2018

TRIESTE - Lo Stato riconosca la lingua italiana dei segni (Lis) come lingua propria della comunità dei sordi, equiparandola a una qualsiasi lingua di minoranza linguistica. È la seconda mozione, questa volta proposta dal gruppo del Pd, a essere accolta e approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Il Consiglio regionale chiede inoltre al Parlamento e al governo di agevolare l'utilizzo della Lis nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e con gli enti locali, oltre che nei procedimenti giudiziari civili e penali.
 
In Italia vi sono circa 960 mila persone affette da sordità, sottolinea nella premessa il proponente consigliere del Pd, Francesco Russo, che ha portato avanti l'iniziativa già da senatore della scorsa legislatura. è necessario quindi, rileva, avere uno strumento che consenta ai bambini sordi un pieno sviluppo cognitivo nella propria comunità che includa persone sordi e udenti. Russo rileva infine che l'Unione europea dei sordi, creata nel 1985 a Bruxelles, ha più volte sollecitato gli Stati dell'Ue ad accettare legalmente la lingua dei segni di ciascun paese nella Carta europea delle lingue minoritaria. Cosa che l'Italia, unica, non ha ancora fatto.

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