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Il ministro Poletti si congeda: “Un grazie particolare a Inail”

Mentre lascia il suo incarico, il ministro ricorda le “riforme sociali”: dal servizio civile all'inclusione, dalle imprese confiscare alla criminalità alla riforma del terzo settore. Ringraziamento particolare a Inail, per “impegno crescente verso l'obiettivo di una maggiore sicurezza sul lavoro”

31 maggio 2018

ROMA – Un “ringraziamento particolare” è stato rivolto dal ministro uscente Poletti – in procinto di lasciare il suo incarico – a tanti attori del sociale, che hanno reso possibili “interventi significativi di riforma e innovazione nel campo delle politiche del lavoro e delle politiche sociale”. Tra questi interventi, “i provvedimenti relativi al Servizio Civile”, “l'assegnazione delle risorse destinate a rafforzare i servizi territoriali per l'inclusione sociale”, la “tutela del lavoro nelle imprese confiscate alla criminalità” e, “l'avvio definitivo dell'assegno di ricollocazione, strumento essenziale per dare concreta attuazione alle politiche attive del lavoro”.
 
Ha rivolto quindi un ringraziamento ai “soggetti della rappresentanza economica, sindacale e sociale”, citandone alcuni in particolare: “l'Alleanza contro la povertà, per lo stimolo e l'apporto determinante alla costruzione del Reddito di inclusione, prima misura nazionale - e presto universale - di lotta alla povertà e per l'inclusione sociale”; il “Forum del Terzo Settore, per il lavoro condiviso alla base dell'impegnativa riforma che riconosce, valorizza e sostiene l'impegno di chi sta a fianco delle persone in condizioni di maggiore difficoltà”; i “sindacati, con i quali abbiamo sviluppato un dialogo che, in particolare sul fronte della previdenza, ci ha dato la possibilità di dare risposta alle esigenze delle persone più deboli nel segno dell'equità”.
 
Un ringraziamento è poi andato agli “enti vigilati dal ministero”: primo, “l'Inail, che sta sviluppando un impegno crescente sul versante della ricerca e della prevenzione per raggiungere l'obiettivo di una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro”; secondo “l'Inps, che conferma il suo ruolo primario nella gestione del welfare pubblico ampliando le sue attività in coerenza con le novità introdotte dagli interventi realizzati in campo previdenziale e sociale”.
 
L'auspicio del ministro uscente è dunque che “il nuovo governo, nello sviluppare la propria attività, non voglia azzerare quanto è stato fatto in questi anni, ma parta dagli strumenti che già ci sono per rafforzarli e migliorarli. Personalmente credo sia l'approccio più giusto per raggiungere obiettivi utili al Paese”.
 

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