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Alfie Evans resta in ospedale: "Continuare col piano di fine vita"

Il giudice Hayden esclude definitivamente il trasferimento a Roma e chiede all'ospedale (che si prende 3-5 giorni di tempo) di valutare lo spostamento a casa. Di fatto, si continua nella situazione attuale. Dopo 24 ore di stop, è stata riattivata la nutrizione. Il padre: "Siamo in ostaggio"

25 aprile 2018

ROMA - "L'Alta Corte ha deciso che è nel migliore interesse di Alfie continuare con il piano di fine vita sviluppato dal team clinico che si è preso cura di lui per tutto il tempo". E' questo il modo in cui l'Alder Hey Hospital di Liverpool riassume l'udienza tenuta nel pomeriggio di oggi a Manchester di fronte al giudice Anthony Hayden, lo stesso che aveva già scritto le precedenti sentenze del caso Alfie Evans. Nel corso dell'udienza l'avvocato della famiglia ha chiesto il trasferimento a Roma al Bambin Gesù (permesso negato dal giudice), e lo stesso giudice ha chiesto ai medici dell'Alder Hey di valutare il trasferimento a casa (ipotesi dagli stessi definita "impossibile" e comunque valutabile solo nell'arco di tre-cinque giorni). Di fatto, i medici di LIverpool sono liberi di "valutare" l'opportunità di un trasferimento a domicilio, ma non hanno ricevuto dal giudice alcun obbligo in tal senso. 
 
Il risultato di tutto ciò è che si continua nella situazione attuale, in ospedale, con un bambino che respira da solo contro ogni previsione e che però, da lunedì sera, non viene nutrito ma solo idratato. E con la cura del bambino che di fatto viene svolta direttamente dai suoi familiari (in contatto con alcuni specialisti pediatrici italiani) perché medici e infermieri dell'Alder Hey Hospital non sono tenuti - da protocollo - a prestargli delle cure volte a garantirgli sostegno vitale. Il padre di Alfie, Thomas, scrive: "Siamo arrivati a 24 ore. Alfie sta lottando in modo stupendo! Con tutte le sue meravigliose caratteristiche: labbra rosa, faccia da adulto e, ogni tanto, quel suo sorriso sfacciato. Ma è senza nutrizione da 23 ore, è affamato. Questo è umano? Dove sta la sua dignità". E ancora: "Abbiamo perso nuovamente, ci tengono in ostaggio e Alfie non viene nutrito". Qualche ora dopo, poi, durante la notte fra martedì 24 e mercoledì 25 aprile, la nutrizione è stata riattivata.
 
La sopravvivenza del bambino, contro ogni previsione dei medici, non ha dunque cambiato lo scenario, con il giudice Hayden fermo nel negare ogni trasferimento oltremanica e l'ospedale deciso a proseguire nel piano di fine vita. Che va avanti quindi secondo tutte le previsioni, con un'unica eccezione: il fatto che Alfie sia, al momento, ancora vivo.
 
Sul fronte diplomatico, la presenza del personale dell'ambasciata italiana in Gran Bretagna non ha almeno finora portato risultati. Un'ambulanza con medici del Bambino Gesù, messa a disposizione in collaborazione con il ministero della Difesa, era pronta al trasferimento a Roma, poi negato. La storia continua a Liverpool. 

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