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Puglia, presidio per l'assegno di cura, in piazza persone gravemente disabili

È previsto per il 15 marzo il presidio di proteste presso la presidenza della regione: solo 400 persone, in Puglia, stanno ricevendo l'assegno di cura. Almeno 2.550 gli aventi diritto. Lamanna: “Problema iniziato col nuovo bando, dopo il decreto per il Fna 2016: la regione è entrata in tilt, introducendo illegittimamente un criterio economico per il riconoscimento del sostegno”

13 marzo 2018

ROMA - Una “folla di persone disabili gravi e gravissimi e loro familiari” scenderà in piazza a Bari, giovedì 15, per rivendicare il diritto all'assegno di cura, negato a migliaia di cittadini pugliesi. Lo assicura Mariangela Lamanna, presidente del Comitato 16 Novembre, promotore dell'iniziativa, che in questa occasione è riuscito a mettere insieme le principali realtà associative territoriali per la disabilità grave, tra cui Anffas e Aisla.
 
Il decreto e il bando per il Fna. Il tema è, appunto, l'assegno di cura: “la regione è letteralmente entrata in tilt – ci spiega Lamanna – con il decreto ministeriale del Fondo per la non autosufficienza 2016, che ha allargato la platea di beneficiari. Nell'intento di fissare, nel bando, un criterio per la scrematura delle domande, gli amministratori pugliesi hanno scelto quello economico, che è il più errato. Basti pensare che, in presenza di un familiare lavoratore, vengono assegnati 50 punti, che esclude automaticamente dal diritto all'assegno. Ed è quello che sta accadendo a persone con gravi patologie neurodegenerative progressive, totalmente non autosufficienti, assistite in casa dai propri familiari, che dal 2010 ricevono un assegno di cura e oggi se lo vedono negare. Questo è inaccettabile”.
 
Le cifre. Qualche numero, per definire meglio la situazione: “prima del decreto 2016, erano circa 2.800 le persone con grave disabilità che, in Puglia, ricevevano l'assegno di cura: 1.100 euro mensili. Ora, di 9 mila che hanno presentato domanda (e almeno 2.500 aventi diritto), solo 400 ricevono il sostegno economico, peraltro sceso a 1.000 euro. Tutti gli altri pesano interamente sulle loro famiglie, non più soltanto dal punto di vista assistenziale, ma ora anche economicamente. E parliamo di persone che, se fossero ricoverate in strutture sanitarie, costerebbero moltissimo al Servizio sanitario nazionale”.
 
Le tre richieste. Di qui la convocazione del presidio di protesta, che si svolgerà giovedì 15, dalle 10.30, presso la presidenza della Regione Puglia (Lungomare Nazario Sauro, 33). Tre le richieste fondamentali: primo, riconoscimento immediato della misutra di sostegno sociale a tutti i fruitori s torici dell'assegno di scura, in possesso dei requisiti previsti dal Decreto ministeriale del Fondo non autosufficienza 2016; secondo, in caso di insufficienza dei fondi, stanziamento di fondi dedicati esclusivamente al riconoscimento del beneficioi economico a tutti gli aventi diritto; terzo, tempistica certa dell'espletamento di tutte le valutazioni dei richiedenti con conseguente immediata liquidazione delle somme arretrate per coloro che saranno ritenuti ammissibili”. (cl)

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