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Sicilia, 1,6 milioni per la vita indipendente

La giunta regionale ha approvato il cofinanziamento di 320 mila euro, su un importo complessivo di 1,6 milioni, per la realizzazione di 16 progetti di vita indipendente, ciascuno del valore di 100 mila euro. La Regione emanerà le direttive per uniformare criteri di compartecipazione

11 settembre 2017

PALERMO – In arrivo 1,6 milioni per la vita indipendente in Sicilia: la Giunta regionale, su richiesta dell'assessore della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Carmencita Mangano, ha infatti approvato il cofinanziamento di 320 mila euro su un importo complessivo di 1 milione e 600 euro per la realizzazione di 16 interventi, dal valore di 100 mila euro ciascuno. “I destinatari – ha detto l'assessore Mangano - sono persone disabili che, grazie a percorsi di studio e formazione o attraverso l'acquisto di strumenti specifici, possono mirare al recupero e quindi al reinserimento sociale. Con questi progetti vogliamo sperimentare un nuovo modello di assistenza che consenta a queste persone di essere più autonome e protagoniste della propria vita con pari diritti e pari opportunità”.
 
Intanto la Regione provvederà, nelle prossime settimane, a emanare le direttive per uniformare in tutta la Sicilia i criteri della compartecipazione al costo dei servizi socio-assistenziali alle persone con disabilità. Infatti le leggi nazionali ed europee, nonché alcune sentenze del Tar di Catania e Palermo, prevedono che il costo alla compartecipazione delle persone con disabilità grave e non autosufficienti, che vivono in famiglia e che non sono in grado di costituire un proprio nucleo familiare, deve avvenire applicando il parametro Isee riferito solo all'eventuale reddito del beneficiario.
 
“Una norma spesso disattesa – continua l'assessore Mangano - che sta creando difficoltà ai disabili che spesso si vedono arrivare richieste di compartecipazione molto elevate. Le conseguenze di questa situazione portano molte persone a rinunciare all'assistenza, aggravando ulteriormente le condizioni di disagio, e comportano anche una riduzione della quantità del servizio con la messa in discussione di molti posti di lavoro. Abbiamo la necessità di fare chiarezza e di superare l'emergenza per dare risposte chiare e univoche in tutta la regione. Insediato il tavolo, siamo fiduciosi che, in brevissimo tempo, saranno definiti i nuovi criteri, tenendo conto delle soglie minime di esenzione, per garantire agli utenti e alle loro famiglie, servizi ed equità sociale nel rispetto delle proprie disponibilità economiche”.
 
L'assessore Mangano insedierà il tavolo tecnico per impedire l'instaurarsi di situazioni di disparità di trattamento. Ai lavori parteciperanno i rappresentanti dell'Anci, delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e gli enti del terzo settore. “Dopo 14 anni di stallo ripartirà il confronto sul costo della compartecipazione per l'assistenza domiciliare e aiuto domestico che, finora, sono stati spesso affidati alla libera interpretazione delle amministrazioni locali. E' quindi necessario mettere ordine, impartendo precise disposizioni, affinché nessuno debba pagare somme indebitamente richieste e facendo vivere in un perenne stato d'ansia i destinatari di queste prestazioni”.

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