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Sei figli, di cui due in affido. “S. ha la sindrome di Down: lo abbiamo voluto e ne siamo felici”

Rosa ha sei figli: quattro naturali e due in affido. L’ultimo arrivato ha 1 anno, è cinese, ha la sindrome di Down e si alimenta con la peg. “Viveva in istituto, dove non poteva ricevere l’attenzione di cui ha bisogno. Lo abbiamo accolto con entusiasmo e siamo sicuri di poterlo aiutare. Dopo di noi, ci penseranno i fratelli: siamo già d’accordo”

1 febbraio 2017

ROMA – Rosaria ha 6 figli: quattro li ha messi al mondo, due invece è andata a cercarli. L’ultimo arrivato ha appena un anno, è cinese e ha la sindrome di Down, oltre ad altri problemi fisici non trascurabili. “Non mangia autonomamente, lo alimentiamo con la peg”, ci racconta.
 
Rosaria è mamma per passione: ha un’esperienza di affidi che per raccontarla ci vuole del tempo. Ricorda i nomi e i volti di tutti i bambini e i ragazzi che la sua famiglia ha accolto: alcuni italiani, altri stranieri, per periodi più o meno lunghi, sempre con storie difficili alle spalle, che solo il calore di una famiglia vera può aiutare a superare.
 
Oggi i bambini in affido sono due: una bimba di 11 anni e il piccolo cinese, di cui Rosaria non ci svela troppi particolari. “E’ una situazione delicata e l’affido è iniziato da poco. Però posso dire che per noi è un bambino normale, nonostante tutti i suoi problemi.- E lo abbiamo accolto con una gioia incredibile. Non so dire perché, ma desideravamo tanto un bambino disabile: non è una vocazione, forse è una passione, che ci accomuna tutti, in famiglia. Perché condividere questo progetto e collaborare è fondamentale, soprattutto quando le situazioni richiedono particolare impegno, come in questo caso”.
 
Rosaria ha anche un lavoro, “faccio la bidella, ma ora sono in maternità. Tornerò al lavoro tra pochi giorni e al piccolo penseranno, quando non ci sono, un po’ mio marito, un po’ i miei figli, qualche volta mia madre, che dalla Campania viene spesso qui, a Reggio Emilia, ad aiutarci”. Rosaria e la sua famiglia fanno parte della rete dell’associazione “Dalla parte dei bambini”, che chiama a raccolta le famiglie disposte ad accogliere, in adozione o in affido, bambini con bisogni speciali. “Quando le ragazza dell’associazione mi hanno proposto il caso di questo bambino, non ho avuto un attimo di esitazione. Non mi spaventa, la malattia. E anche i miei figli hanno reagito con entusiasmo – ci racconta Rosaria – E il sostegno dei miei figli è fondamentale, visto che l’impresa li coinvolge molto profondamente. Negli incontri con gli assistenti sociali – ci riferisce – tante volta mi sono sentita chiedere: ‘E se lei un giorno non ci fosse più? Se lei morisse?’. I miei figli hanno risposto al posto mio: ‘Ce ne occuperemo noi’. E questa possibilità, nel caso di S., è molto alta”. Perché S. è stato dato in affido, ma “probabilmente starà con noi tutta la vita, perché non ha nessuno che possa prendersi cura di lui. E in istituto, per quanto curato e accudito, non può ricevere l’assistenza personalizzata che noi gli garantiamo. Per questo, siamo felici che sia qui con noi e guardiamo al futuro con fiducia, convinti che quello che faremo per lui gli permetterà di crescere meglio, conquistando tutta l’autonomia di cui sarà capace”. (cl)
 

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