SuperAbile







Prorogata al 31 Luglio 2021 la sorveglianza sanitaria eccezionale a tutela dei lavoratori fragili per età e patologie

L’art. 11 del decreto-legge n. 52 del 22 aprile 2021 ha prorogato fino al 31 luglio 2021 i termini delle disposizioni inerenti alla Sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente a rischio in caso di contagio da virus SARS-CoV-2

13 maggio 2021

L’art. 11 del decreto-legge n. 52 del 22 aprile 2021 (detto decreto riaperture) ha prorogato fino al 31 luglio 2021 (data fissata per la fine dell’emergenza sanitaria) i termini delle disposizioni inerenti alla Sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente a rischio in caso di contagio da virus SARS-CoV-2 (art. 83, D.L. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77/2020).
Tale termine, dopo le diverse proroghe che si sono già succedute nel corso del 2020 e 2021, era stato fissato al 30 aprile 2021 dall’art. 19 del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 (cd. Decreto Milleproroghe), come modificato dalla legge di conversione 26 febbraio 2021, n. 21.
Si ricorda che il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (detto Rilancio), all’art. 83 ha introdotto la sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori a rischio prevedendo al comma 1 che: “per garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale, i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”.
Questa misura impone ai datori di lavoro pubblici e privati di assicurare la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore. L’attività di sorveglianza sanitaria eccezionale si sostanzia in una visita medica sui lavoratori inquadrabili come “fragili” ovvero sui lavoratori che, per condizioni derivanti da immunodeficienze da malattie croniche, da patologie oncologiche con immunodepressione anche correlata a terapie salvavita in corso o da più co-morbilità, valutate anche in relazione dell’età, ritengano di rientrare in tale condizione di fragilità.
L’art. 83 – comma 2 prevede che per i datori di lavoro, che non sono tenuti alla nomina del medico competente, la sorveglianza sanitaria può essere effettuata da un medico competente appositamente nominato per il periodo emergenziale o essere richiesta ai servizi territoriali dell’INAIL che vi provvedono con propri medici sulla base delle indicazioni operative illustrate nella circolare Inail n. 44 dell’11 dicembre 2020.  Si sottolinea che, in questo caso, la richiesta a INAIL deve essere avanzata dal datore di lavoro.
Al termine della visita il medico emetterà un giudizio di idoneità alla mansione secondo quanto previsto dall’art. 41 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza).
La particolarità della situazione che si propone con l’emergenza coronavirus sta nel fatto che non si prefigura tanto un problema di inidoneità alla mansione, ma un rischio per la salute nel caso di ripresa del lavoro in presenza, mentre tutta la normativa sulla sorveglianza sanitaria fino ad oggi è stata ed è tuttora molto centrata sulla idoneità/inidoneità alla mansione. Si sottolinea che il comma 3 dell’art. 83 precisa che l’inidoneità alla mansione accertata ai sensi del presente articolo non può in ogni caso giustificare il licenziamento del lavoratore.
Inoltre, le visite mediche, richieste ai sensi dell’articolo 83 del decreto-legge n. 34/2020, saranno svolte sulla base delle indicazioni contenute nella circolare interministeriale n. 13 del 4 settembre 2020 n. 13  che al punto 3.3 prevede che  “All’esito della valutazione della condizione di fragilità, il medico esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative”.
Come previsto dal comma 6 – art. 41 del  D.Lgs. 81/2008 – esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:
  • idoneità;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea;
  • inidoneità permanente.
Nel caso di idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni l’azienda, per consentire al lavoratore di proseguire la sua attività, deve applicare le prescrizioni e/o adottare le limitazioni.
Il medico competente dà informazione scritta al datore di lavoro e al lavoratore del giudizio, giudizio contro il quale è ammesso ricorso, entro 30 giorni dalla data di comunicazione, all’organo di vigilanza territorialmente competente, che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.
L’art. 42 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 81/2008 prevede che nel caso in cui il medico competente abbia espresso un giudizio di inidoneità del lavoratore alla mansione specifica, il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.
Si sottolinea che la  locuzione ove possibile sta di fatto a significare che, se l’azienda non dispone di mansioni alternative può anche procedere al licenziamento.
Rimane comunque il fatto che in caso di inidoneità o di limitazioni dell’idoneità si configurerebbe un periodo di sospensione dal lavoro senza corresponsione della retribuzione. Infatti, in linea generale, il diritto alla retribuzione sussiste nel caso di effettivo svolgimento della prestazione lavorativa in favore del datore di lavoro. 
 
Normativa di riferimento
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
  • Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34: “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”;
  • Circolare Inail 11 dicembre 2020, n. 44: Sorveglianza sanitaria dei lavoratori maggiormente a rischio in caso di contagio da virus SARS-CoV-2;
  • Decreto-Legge 31 dicembre 2020, n. 183:  “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea” convertito con modificazioni dalla Legge 26 febbraio 2021, n. 21;
  • Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52: “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19”.
© Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando fonte e autore
Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati