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Covid19 - Equiparate al ricovero le assenze dal lavoro per persone con disabilità e gravi patologie (art. 26 D.L. 18/2020)

Il dispositivo pone non pochi quesiti in merito alla applicazione dello stesso in assenza di disposizioni applicative, si formulano alcune ipotesi su come procedere per poter beneficiare di questo utile strumento.

10 aprile 2020

Nel decreto Legge 18 del 17 marzo 2020, meglio noto come Cura Italia, il Governo Italiano ha predisposto tutta una serie di misure a tutela dei lavoratori e, in modo particolare, per le persone con disabilità e per coloro che, presentano patologie pregresse e un stato di salute già compromesso e, quindi,  maggiormente esposti a rischi per la salute.
In particolare, l’articolo 26, comma 2, del decreto stabilisce che: ”Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9”.
Il dispositivo pone non pochi quesiti in merito alla applicazione dello stesso in assenza di disposizioni applicative, si formulano alcune ipotesi su come procedere per poter beneficiare di questo utile strumento.
In primo luogo, relativamente alla platea degli aventi diritto, rileviamo che, emergono due macro categorie:
  • lavoratori con grave disabilità (art. co. 3 L.104/92) in possesso di certificazione
e
  • lavoratori con disabilità non grave (art.3 co. 1 L. 104/92), coloro che hanno certificazione di immunodepressione, patologie oncologiche, terapie salvavita.
Ciò esclude molti altri lavoratori ugualmente esposti a rischio salute. Probabilmente, poteva essere inclusa una ulteriore e più generica categoria, che prevedesse la stessa tutela per tutti coloro che, valutati dal proprio medico di famiglia, venissero considerati come destinatari di questo beneficio perché affetti da patologie sensibili.
 
Altro interrogativo è quello del certificato da produrre.
Per ottenere il beneficio, oltre a far parte delle due macro categorie sopra descritte, è necessario essere in possesso di un certificato medico, che informi in qualche modo il datore, che richiede una giustificazioine per la assenza non ritenendo sufficiente una semplice comunicazione e INPS della assenza di questi lavoratori e che li renda individuabili come beneficiari di questo tipo di agevolazione. Infatti, le giornate di assenza dal lavoro, equiparate, come dice il Decreto, a ricovero, verranno indennizzate dall’Istituto, che dovrà poter individuare questi lavoratori da una certificazione che li distingua dagli altri, eventualmente assenti per eventi morbosi (malattia).
 
Altro interrogativo è chi certifica l’assenza. Nel Decreto si parla di competenti autorità sanitarie, ordinariamente identificabili con i Servizi di Medicina Legale presenti presso le ASL. Se così non fosse, si sarebbe dovuto far esplicito riferimento ai medici di base o ai medici in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.
In effetti, l’indicazione che il certificato debba essere emesso dai Servizi di Medicina Legale risulterebbe in contrasto con l’orientamento generale di “restare a casa” e porterebbe, invece, questi lavoratori, già così fragili, a dover uscire di casa per richiedere la certificazione necessaria, oltre al fatto che, al momento, molti servizi e Uffici della ASL potrebbero essere momentaneamente sospesi o sottodimensionati.
 
Purtroppo le attese Circolari di INPS (45/2020) e Funzione Pubblica (2/2020) non hanno fornito chiarimenti in merito.
 
Come regolarsi nel frattempo
Non abbiamo, lo ripetiamo, risposte in tal senso, ci limitiamo quindi a dare un suggerimento, sulla base di nostre valutazioni e pertanto, ai lavoratori che, temendo per la propria salute, volessero beneficiare di quanto disposto dall'articolo 26 del D.L. 18/2020 e, quindi, assentarsi dal lavoro, suggeriamo di richiedere, al proprio medico di famiglia, un certificato nel quale venga indicata in modo dettagliato  la diagnosi e che, nello stesso, venga specificato, che si tratta di un paziente a rischio covid19.
Il certificato sarà quello abitualmente prodotto in via telematica dal medico di famiglia e, quindi, trasmesso a datore e all'Istituto.
 
Il Decreto, come si legge, tutela, rispetto alla assenza dal lavoro, solo alcuni specifici soggetti ovvero persone disabili con handicap grave, nonché lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1 (legge 104/92). Noi suggeriamo, anche per lavoratori non individuati nel decreto, che temessero per la propria salute e che abbiano certamente gravi patologie tali da giustificare questo timore, che anche questi producano il medesimo certificato.
I soggetti con grave disabilità (art.3 co 3 L.104/92) e quelli con disabilità non grave (art. 3 co 1 L 104/92) dovranno richiedere che, nel certificato, venga specificato che si tratta di soggetti in possesso di questo tipo di certificazione.
I certificati, così redatti, non attesteranno, come d'abitudine, una incapacità lavorativa, ma un rischio per la salute del titolare del certificato.
 
Si tratta di un suggerimento, ma va considerato che al momento non ci sono indicazioni e che questa, stante la situazione di straordinaria contingenza, sembra essere l'unica tutela possibile.
INPS non ha titolo per rifiutare i certificati prodotti e dovrà quindi necessariamente accoglierli. I certificati saranno poi oggetto di valutazione da parte dei Ministeri competenti.
 
Certamente quel che ci auguriamo è che venga prodotto un urgente provvedimento, che chiarisca i dubbi sopra esplicitati e che dia indicazioni chiare ed efficaci in tempi stretti.
 
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Immagine tratta da pixabay.com

di Giorgia Di Cristofaro

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