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Le assenze del dipendente pubblico per visite mediche ed esami diagnostici

Nei contratti di lavoro del pubblico impiego rinnovati per il triennio 2016-2018, la materia ha trovato un più preciso e adeguato inquadramento normativo a cui si deve attenere il lavoratore.

5 maggio 2021

Il problema delle assenze del dipendente pubblico per visite mediche, terapie ed esami diagnostici è sempre stato piuttosto controverso.
Nei contratti di lavoro del pubblico impiego rinnovati per il triennio 2016-2018, la materia ha trovato un più preciso e adeguato inquadramento normativo a cui si deve attenere il lavoratore.
 
Che cosa prevedono i contratti di lavoro
Sulla base dell’atto di indirizzo trasmesso in data 6 luglio 2017 all’ARAN dal Dipartimento della Funzione Pubblica, nei contratti del pubblico impiego rinnovati per il triennio 2016-2018 è stato apposto un limite di 18 ore all’anno di cui il dipendente può usufruire per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, fruibili su base sia giornaliera che oraria, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro. I permessi, che non incidono sui permessi per motivi personali o brevi o banca delle ore, sono documentati dalla attestazione di presenza alla visita o prestazione.
Il dipendente può usufruire della malattia se c’è concomitanza tra l'espletamento di visite specialistiche, l'effettuazione di terapie od esami diagnostici e la situazione di incapacità lavorativa temporanea conseguente ad una patologia in atto. In questo caso l’assenza è imputata alla malattia e comporta l’applicazione della disciplina legale e contrattuale in ordine al relativo trattamento giuridico ed economico. In questa eventualità l’assenza per malattia è giustificata mediante certificazione di malattia rilasciata dal medico curante e attestazione della presenza alla visita o prestazione specialistica.
Per approfondimenti sulla regolamentazione di queste assenze e sulle modalità per usufruirne si consiglia di consultare la scheda informativa su Visite, terapie ed esami diagnostici nei nuovi contratti della pubblica amministrazione 2016-2018.
 
 
COME ERA IN PRECEDENZA
Prima dei rinnovi contrattuali per il triennio 2016-2018, la materia è stata oggetto di diversi interventi normativi e pronunciamenti che di seguito ricostruiamo.
Partiamo dalla norma, tuttora in vigore, che è rappresentata dall’art. 55 – septies, comma 5 ter, del D.L.vo n. 165/2001, come modificato dal Decreto legge n. 101/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125/2013.
La legge di conversione, al fine di contrastare il fenomeno dell’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni, è intervenuta sulle assenze per visite mediche dei dipendenti pubblici, con una nuova formulazione del comma 5 ter dell’art. 55 septies che dispone:Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmesse da questi ultimi mediante posta elettronica.”
La modifica ha inserito due elementi che non erano presenti nella precedente regolamentazione: il “permesso” e la “giustificazione dell’orario”.
 
Le disposizioni ministeriali annullate dal TAR del Lazio
Il dipartimento della Funzione pubblica con circolare n. 2 del 4 febbraio 2014 ha fornito chiarimenti sull’interpretazione da dare alla nuova formulazione dell’art. 55 – septies, comma 5 ter, del D.L.vo n. 165/2001.
La circolare disponeva che per effettuare visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il dipendente doveva fruire dei permessi per documentati motivi personali, secondo la disciplina dei CCNL, o di altri istituti contrattuali come i permessi brevi o la banca delle ore e, soltanto se queste assenze erano accompagnate da una incapacità lavorativa, poteva essere utilizzata la malattia.
 
La sentenza del TAR del Lazio
La sentenza del Tar Lazio n. 5714/2015 del TAR Lazio ha cancellato la parte della Circolare del DFP n. 2/2014 in cui si disponeva il ricorso ai permessi per documentati motivi personali, o ai permessi brevi o alla banca delle ore, per i dipendenti pubblici che dovessero assentarsi dal lavoro per effettuare visite specialistiche, terapie o esami diagnostici.
Il Tar sosteneva che imponendo immediatamente e unilateralmente l’utilizzo di permessi per motivi personali o brevi o banca delle ore, si sarebbe determinato uno sconvolgimento dell'organizzazione del lavoro e della vita personale del dipendente, che poteva aver già usufruito di tali forme di assenza, confidando di potersi avvalere dell'ulteriore modalità di "assenza per malattia" prima prevista dalla norma e dal contratto nazionale. I magistrati concludevano che le norme previste dal Decreto legge n. 101/2013 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125/2013, non potevano essere immediatamente applicate ma dovevano comportare una più ampia revisione della disciplina contrattuale di riferimento.
 
Dopo la sentenza del TAR del Lazio
Dopo la sentenza del TAR Lazio diverse amministrazioni pubbliche hanno emanato proprie note tese ad attuare quanto disposto dai giudici. Si ricordano in proposito la nota del Ministero della Salute n. 14368 del 24 aprile 2015, la nota del  Ministero dell’Istruzione n. 7457 del 6 maggio 2015, il messaggio inps del 18 maggio 2015, n. 3366, rivolto ai propri dipendenti.
Ad oggi queste note devono ritenersi superate in quanto la nuova disciplina contrattuale di riferimento, auspicata dalla stessa sentenza del Tar Lazio, è entrata in vigore con i contratti del pubblico impiego rinnovati per il triennio 2016-2018.
 
Normativa di riferimento
  • Decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445: “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
  • Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165: "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;
  • Legge 30 ottobre 2013, n. 125: “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”;
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 17 febbraio 2014, n. 2: “Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito in legge n. 125 del 30 ottobre 2013 - Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni – art. 4 comma 16 bis – assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici;
  • Sentenza T.A.R. Lazio  17 aprile 2015, n. 5714;
  • Nota Ministero della salute 24 aprile 2015,  n. 14368: “Assenze dal servizio per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici – Sentenza TAR Lazio n. 5714/2015 di annullamento  della Circolare n. 2/2014 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica;
  • Nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 6 maggio 2015, n. 7457: “Sentenza T.A.R. Lazio – annullamento circolare n. 2/2014 della Funzione Pubblica”;
  • Messaggio INPS 18 maggio 2015, n. 3366: “Disciplina delle assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici - Art. 55 septies, comma 5 ter, d.lgs 165/2001 - Sentenze TAR Lazio nn. 5711 e 5714/2015”;
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica – Ufficio Relazioni Sindacali:  “Atto di Indirizzo per la riapertura dei tavoli di contrattazione” trasmesso all’ARAN in data 6 luglio 2017. 
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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