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Rapporto regionale Inail 2006. Aumentano gli incidenti sul lavoro in Friuli

La regione al secondo posto, dopo l´Umbria, per frequenza di infortuni. I settori in cui avvengono gli infortuni più gravi sono l’industria dei mezzi di trasporto, dei metalli, di trasformazione e le costruzioni

14 novembre 2007


TRIESTE - Sono state 28.215 le denunce di infortuni nel corso del 2006: circa 120 casi in più rispetto all’anno precedente, pari ad un aumento dell’0,42%. Questo a fronte, però, di un aumento del numero degli occupati di quasi il 2,99%. Ma l’importanza della prevenzione diventa evidente se si analizza un dato che prescinde dai singoli numeri e che è rappresentato dalle frequenze degli infortuni: il Friuli Venezia Giulia è secondo dietro l’Umbria e davanti all’Emilia Romagna. Questi e altri dati sono stati al centro della giornata di oggi, a Trieste, in occasione della presentazione del Rapporto Annuale Regionale Inail Friuli Venezia Giulia.

Secondo il Rapporto, il settore con il maggior numero di denunce di infortuni è quello dell’industria e dei servizi: in Friuli Venezia Giulia se ne sono registrate 26.414 nel 2006 (un aumento dello 0,61%), a fronte di un dato nazionale in calo dell’1,03% (836.366 denunce). Segue, con numeri di molto inferiori, il settore dell’agricoltura, dal quale nel 2006 sono arrivate 1.082 denunce (-2,59%), contro un dato nazionale in calo del 5,44% che si assesta a un totale di 63.019 denunce. Ancora inferiore – e in calo dell’1,81% - l’ambito dei dipendenti in conto Stato, che arriva in totale a 719 denunce di infortunio nel 2006, mentre il dato nazionale parla di 28.613, con un aumento dello 0,16%.

Sulla problematica della frequenza infortunistica, che colloca la regione al secondo posto dopo l’Umbria, interviene il direttore regionale Inail, Maria Ines Colombo: “Il dato statistico regionale ci dice che ogni mille addetti avverranno nell’anno 45,26 infortuni sul lavoro di diversa gravità, mentre la media Italia è di 32,21 infortuni ogni mille addetti. Tra i settori di attività economica quello nettamente più rischioso è l’industria dei mezzi di trasporto, che è fin troppo facile identificare con la cantieristica navale”. Fortunatamente i dati statistici non confermano lo stesso primato relativamente alla gravità degli infortuni: rispetto a questo dato, infatti, il Friuli Venezia Giulia si pone al nono posto. “Tra i settori di attività, quelli in cui avvengono gli infortuni più gravi sono l’industria dei mezzi di trasporto, dei metalli, di trasformazione e quindi le costruzioni. La percentuale di donne che subiscono infortuni sul lavoro è stabile (6.870 casi nel 2005, 6.878 nel 2006)”.

Per quanto riguarda l’anno in corso, infine, le prime stime indicano un calo complessivo degli infortuni nel primo semestre che, allo stato attuale, è valutabile nell’ordine del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2006. “Ma trattandosi di dati non consolidati”, si sottolinea, “qualsiasi tipo di previsione è prematura”. (Giorgia Gay)

(15 novembre 2007)

di e.proietti

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