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Permessi congedi e pensione anticipata

La legge n. 147/2013 ha corretto la riforma delle pensioni che comportava di fatto la necessità di recuperare i giorni di permesso e congedo previsti dall’art. 33 della legge 104/92 per non incorrere nella penalizzazione in caso di pensionamento anticipato rispetto ai 62 anni di età.

20 febbraio 2020

La legge n. 147/2013 (Legge di stabilità per il 2014) ha corretto la riforma delle pensioni (Legge Fornero)  che comportava di fatto la necessità di recuperare i giorni di permesso e congedo previsti dall’art. 33 della legge 104/92 per non incorrere nella penalizzazione in caso di pensionamento anticipato rispetto ai 62 anni di età.
Si tratta in sostanza dei permessi fruiti dal lavoratore con handicap grave per sé stesso, dei permessi fruiti dal lavoratore per l’assistenza del familiare disabile e del prolungamento del congedo parentale fruito dai genitori per l’assistenza del figlio con  handicap grave.
Infatti, l’articolo 1 – comma 493 della legge n. 147/2013 ha modificato l'articolo 6, comma 2 quater del decreto-legge n. 216/2011 convertito, con modificazioni, dalla legge  n. 14/2012 (legge Fornero) escludendo dal calcolo delle penalizzazioni ai fini della pensione anticipata “i congedi e i permessi concessi ai sensi dell’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”.
Ripercorriamo sinteticamente il problema che si è determinato con la riforma delle pensioni Monti-Fornero per le persone che avevano usufruito dei permessi e dei congedi di cui sopra.
La pensione di anzianità è stata abolita dall’art. 24 del decreto legge n. 201/2011 (cosiddetto “Salva Italia” convertito nella legge n. 214/2011) del governo Monti e sostituita con la pensione anticipata.
La riforma delle pensioni Monti-Fornero aveva introdotto requisiti più severi per l’accesso alla pensione anticipata che, come abbiamo detto, ha sostituito la pensione di anzianità. In particolare prevedeva che, chi andava in pensione prima dei 62 anni di età, subiva una penalizzazione con decurtazione dell’importo della pensione.
Il Decreto Legge n. 216/2011 (cosiddetto “Milleproroghe 2012” convertito con legge n. 14/2012) ha mitigato la penalizzazione stabilendo che le riduzioni non sono applicabili nei confronti di chi matura il requisito contributivo entro il 2017, ma a condizione che tale requisito contributivo utile per il diritto alla pensione anticipata derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro in cui sono compresi i periodi di: astensione obbligatoria per maternità, assolvimento degli obblighi di leva, malattia, infortunio, cassa integrazione guadagni ordinaria.
Di conseguenza se il lavoratore non voleva subire la penalizzazione doveva prolungare l'attività lavorativa del corrispondente periodo per tutte le assenze diverse da quelle appena elencate, compresi i permessi e congedi per disabilità grave previsti dall’art. 33 della legge 104.
Pensione anticipata e permessi
La legge n. 147/2013 (Legge di stabilità per il 2014) ha ripristinato il diritto alla pensione anticipata senza alcuna penalizzazione per chi ha usufruito dei permessi e per i genitori che hanno utilizzato il prolungamento del congedo parentale.
Si ricorda, infatti, che l’art. 33 della Legge 104, prevedeva, oltre ai permessi per il lavoratore disabile e per assistere il familiare disabile, la possibilità per il genitore di un bambino disabile in condizioni di gravità di prolungare l’astensione facoltativa dal lavoro prevista dalla legge n. 1204/71 fino a tre anni, in alternativa ai permessi orari giornalieri. Questa agevolazione è stata poi prevista dall’art. 33 – comma 1 del decreto legislativo 151/2001 (non più come astensione facoltativa ma come prolungamento del congedo parentale), innovato dall’art. 3 del Decreto Legislativo 119/2011 ed ulteriormente modificato dal Decreto Legislativo n. 80/2015 che ha ampliato la possibilità di usufruirne fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre precedentemente era previsto fino all’ottavo anno.
Pensione anticipata e congedo straordinario
Rispetto alla pensione anticipata, il congedo straordinario di cui all’art. 42 del Decreto  Legislativo 151/2001, ha invece subito alterne vicende.
Infatti, fino al 31 dicembre 2014, per quanto previsto dal Decreto Legge n. 216/2011, confermato e ben chiarito dal messaggio INPS n. 5280/2014, il congedo straordinario non era escluso dal calcolo dalla penalizzazione e, pertanto, chi voleva accedere alla pensione anticipata poteva farlo subendo una penalizzazione nel calcolo della pensione con decurtazione della stessa.
L'articolo 1, comma 194 della Legge 232/2016 (legge di bilancio per il 2017) ha cancellato definitivamente il sistema di decurtazioni sulla pensione anticipata, anche dopo il 31 dicembre 2017, per chi non aveva raggiunto il 62° anno di età.
 
Normativa di riferimento
  • Legge 30 dicembre 1971, n. 1204: "Tutela delle lavoratrici madri";
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104:"Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.";
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 - "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
  • Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 - "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi";
  • Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201: “Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici” convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214;
  • Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216: “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” convertito con modificazioni dalla Legge 24 febbraio 2012, n. 14;
  • Legge 27 dicembre 2013, n. 147: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014)”;
  • Messaggio INPS 11 giugno 2014,  n. 5280: Contribuzione utile per la non riduzione della pensione anticipata nel regime misto. Articolo 4-bis, comma 1, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, coordinato con la legge di conversione 30 ottobre 2013, n. 125; articolo 1, comma 493, della legge 27 dicembre 2013 n. 147;
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80: “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Legge 11 dicembre 2016, n. 232:  “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”.
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani e Gabriela Maucci

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