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"Offensivo offrire a chi non può per motivi fisici o mentali la guida di una gru"

Il presidente di Tutti a scuola onlus commenta la richiesta di gruisti e saldatori rivolta ai lavoratori disabili. "Una farsa per aggirare la legge 68/99. Dovrebbero fioccare interrogazioni parlamentari, se questo fosse un Paese serio..."

26 agosto 2014

ROMA - "Chissà se durante i 1000 giorni che trasformeranno l'Italia, Renzi dixit, qualcuno avrà anche il tempo di volgere lo sguardo ad una legge, la 68/99 che prevede e salvaguarda il diritto al lavoro dei disabili". Se lo chiede Toni Nocchetti, presidente di Tutti a scuola onlus, nel blog ospitato dal "Fatto Quotidiano". "Una legge immaginata e scritta evidentemente in una era geologica sconosciuta agli attuali parlamentari italiani e ai soggetti interessati (aziende, sindacati e potenziali lavoratori)". Nocchetti prende spunto dalla notizia  proveniente da Chieti e pubblicata proprio sul Fatto quotidiano, secondo cui a Chieti il Centro per l'impiego offre alle persone disabili mansioni impossibili come quella di gruista, saldatore, carrozziere. Un escamotage, forse, per aggirare la legge 68/99 sulle quote riservate? "L'Italia, già sanzionata dalla Ue per non aver recepito la direttiva contro le discriminazioni in materia di occupazione, rischia una seconda condanna" scrive il quotidiano riportando la denuncia di Lorenzo Torto, 26enne affetto da tetraparesi spastica. "Questa notizia assume i contorni di una farsa" commenta oggi Nocchetti nel suo post, che amaramente ironizza: "Se non ci fosse, come acutamente ipotizza il cittadino che ha denunciato l'accaduto, la volontà precisa di aggirare la legge a tutela del lavoro dei disabili, si dovrebbe necessariamente ripetere come il principe De Curtis mi faccia il piacere".

Riflette Nocchetti: "Purtroppo questa è la storia di un Paese che sembra incapace di pensare insieme, un Paese che sceglie quasi sempre l'apparenza alla sostanza (forse è molto più facile per un premier fare una doccia in favore di telecamera che mandare all'aria il criterio iniquo dei finanziamenti regionali secondo la cosiddetta spesa storica che penalizzano tutti gli interventi a sostegno dei soggetti deboli residenti nel mezzogiorno d'Italia). Se questo fosse un Paese serio dovrebbero fioccare interrogazioni parlamentari per chiedere chiarezza sull'operato di questa agenzia del lavoro e delle aziende coinvolte".

Prosegue il presidente di Tutti a scuola onlus: "Se questo fosse lo stesso Paese che pensò con la legge 68/99 di contribuire a costruire una qualità di vita per i disabili proteggendone l'accesso al mondo del lavoro dovrebbero spuntare opinionisti, comici e chi più ne ha più ne metta , indignati per la offensiva richiesta di questa agenzia del lavoro. Sì, è proprio offensivo offrire a chi non può per motivi fisici o mentali la guida di una gru. Eppure questo Paese non può essere solo un posto abitato da scaltri furbetti. Speriamo che la politica risponda".

(28 agosto 2014)

di d.marsicano

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