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Nove morti nella fabbrica di fuochi d'artificio. Anmil: "Servono più ispezioni"

Il presidente Bettoni chiede di non far calare il silenzio su una delle più gravi stragi sul lavoro degli ultimi 30 anni e segnala al governo l'esigenza di una "immediata e più incisiva azione ispettiva coordinata che faccia mettere la sicurezza sul lavoro tra le priorità del risanamento dell'economia"

26 luglio 2015

ROMA - "Mentre piangiamo con le famiglie che hanno perduto i loro cari nell'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio Bruscella di Modugno (Bari) per la strage più grave dell'ultimo trentennio (dopo quella che si verificò nei cantieri del porto di Ravenna nel 1987 dove persero la vita 13 operai asfissiati all'interno della nave gasiera ‘Elisabetta Montanari' della Mecnavi), chiediamo a tutti i media di non far calare il velo dell'oblio su questa strage, che a differenza di altre non vede coinvolti né alti dirigenti di grandi imprese né grandi gruppi industriali, affinché tutti possano meglio riflettere su quali sono le conseguenze e quanto ognuno può fare perché non si muoia più a causa del lavoro". E' la richiesta del presidente dell'Anmil, l'associazione nazionale mutilati invalidi del lavoro, Franco Bettoni.

"Valutare e approfondire perché accadano certi incidenti, nonostante la nostra sia oggi una tra le più moderne e complete normative in materia di sicurezza, è di importanza fondamentale, perché si può capire cosa è stato trascurato e quali comportamenti hanno causato infortuni sempre prevedibili ed evitabili", aggiunge Bettoni.

"Sono diventati 9 e ci auguriamo che sia finita qui, ma noi che rappresentiamo oltre 400.000 vittime del lavoro non vogliamo che questi morti siano attribuiti solo alla fatalità ed alla cattiva sorte, mentre lentamente la notizia sui giornali scompare, a differenza di altre che hanno davvero poco da insegnare e spiegare". "Noi pretendiamo che i controlli non si fermino e che chi lavora sia preparato e adeguatamente formato, non solo sulla carta - specifica il presidente dell'Anmil - diventando partecipe e protagonista della propria e altrui sicurezza e incolumità".

"Troppe volte si finge di non vedere, si tralascia l'osservanza di quelle regole che vengono ritenute un costo e non un investimento - ribadisce Bettoni - come confermano, peraltro, i dati diffusi dal Ministero del Lavoro lo scorso febbraio sull'attività di vigilanza dello stesso Ministero, INPS ed INAIL nel 2014, da cui è emerso che delle 221.476 aziende ispezionate, sono risultate irregolari oltre la metà, ben 142.132, ovvero il 64,1%; mentre i lavoratori totalmente in nero sono risultati 77.387, quindi il 42,6% dei 181.629 irregolari! Dati che purtroppo ricevono solo poche righe di attenzione e non scandalizzano nessuno, anziché diventare una dimostrazione di quanto poco si tenga in considerazione il rispetto dei lavoratori".

"Questa ennesima strage e il dolore di queste famiglie non possono non turbare la coscienza comune - conclude Bettoni - poiché il sacrificio sul lavoro, la morte, la sofferenza dei lavoratori e dei loro familiari deve servire a salvare altre vite, mantenendo forte l'osservazione degli organi competenti puntando sulla continua informazione per una maggiore attenzione dell'opinione pubblica. L'importante è non far calare silenzi di comodo, che passano per forme di rispetto, per manifestazioni di pietà e di compassione. Il miglior modo per onorare la strage dei caduti sul lavoro è di parlarne a lungo, di lottare affinché le vittime non siano dimenticate, fino a quando non saranno scoperte le cause e corretti gli errori di tutti, di chi ha agito e di chi ha lasciato agire, senza prevedere i dovuti interventi a livello legislativo e amministrativo".

"Al Ministro Poletti ribadiamo l'esigenza assoluta di una immediata e più incisiva azione ispettiva coordinata, che faccia mettere la sicurezza sul lavoro tra le priorità del risanamento dell'economia del Paese e non venga vista dalle imprese una spesa che ne affatica e rallenta l'uscita dalla crisi - conclude il Presidente Bettoni - mentre una campagna di sensibilizzazione e sostegno alle imprese che operano in sicurezza sarà utile a far sì che la prevenzione diventi un obiettivo strategico e un punto di forza che ne migliora la competitività".

(28 luglio 2015)

di d.marsicano

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