SuperAbile







In Friuli Venezia Giulia infortuni sotto quota 20mila ma aumentano le tecnopatie

21 novembre 2012. Presentato a Trieste, presso il Palazzo della Regione, il Rapporto regionale Inail. Nel 2011 le denunce in calo dell'8,3%, a conferma del trend positivo iniziato nel 2007. Stabili i casi mortali, mentre crescono le malattie professionali (+12,3%)

25 novembre 2012

TRIESTE - Sono meno di 20mila gli infortuni sul lavoro denunciati in Friuli Venezia Giulia nel corso del 2011, in calo dell'8,3% rispetto al 2010 e di circa il 30% nel quinquennio 2007-2011, mentre l'aumento percentuale delle denunce di malattia professionale supera quello rilevato a livello nazionale. Questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto annuale regionale Inail 2011, presentato questa mattina a Trieste presso il Palazzo della Regione.

È la regione del Nord più virtuosa dopo la Liguria. I dati del nuovo Rapporto regionale Inail indicano che se in Italia le denunce di infortuni sul lavoro nel 2011 hanno fatto registrare una flessione del 6,6% rispetto all'anno precedente, meglio ha fatto il Friuli Venezia Giulia con un decremento dell'8,3% che ne fa la regione del Nord più virtuosa dopo la Liguria. Nel complesso le denunce di infortunio sono state 19.757 ed è la prima volta nella storia delle statistiche Inail che si collocano sotto quota 20mila.

"La crisi non ha inciso in misura determinante". "La costante diminuzione degli infortuni sul lavoro registrata negli ultimi anni e, soprattutto, il -8,3% del 2011 - sottolinea il direttore regionale dell'Istituto, Carmela Sidoti - è un dato indubbiamente positivo. La crisi economica ha certamente inciso sul risultato, ma non in misura determinante. Studi statistici condotti a livello nazionale, infatti, indicano che la difficile contingenza economica è uno dei fattori che hanno contribuito alla riduzione del fenomeno infortunistico, non la causa. Il nostro sforzo sul fronte della prevenzione, in collaborazione con le istituzioni e le parti sociali del territorio, credo stia dando i primi importanti frutti. Molta attenzione merita il trend delle malattie professionali che in Friuli come in Italia è in crescita, indice dell'emersione di un fenomeno importante su cui deve concentrarsi la nostra attenzione sul versante prevenzionale oltre che gestionale".

Undici morti su 18 avvenute sulla strada. Gli infortuni mortali avvenuti nel 2011 sono 18, lo stesso numero registrato l'anno precedente e in calo esattamente di un terzo (-33,3%) rispetto al 2007. Dei 18 casi mortali del 2011, tutti concentrati nel settore dell'industria e dei servizi, solo sette si sono verificati in ambiente di lavoro ordinario, mentre 11 sono collegati al "rischio strada", e tra questi ne figurano cinque avvenuti "in itinere", cioè nel tragitto tra la casa e il posto di lavoro. Quasi un quarto degli incidenti nel settore manifatturiero. Per quanto riguarda la distribuzione degli infortuni per settore di attività, il 92,4%, pari a 18.251 casi, si è verificato nel settore industria e servizi, con una flessione dell'11,8% delle denunce rispetto al 2009 e dell'8,2% rispetto al 2010, superiore a quella registrata nel Nord Est e in Italia. Sono 846, invece, gli infortuni nel settore agricolo (-10,7% rispetto al 2009 e -8,1% rispetto al 2010). In numeri assoluti, il settore in cui si concentra il maggior numero di infortuni è quello dei servizi (36,4% del totale), che occupa circa il 63% degli occupati della regione. Nel settore industria si concentra il 32,2% degli infortuni, ma è il settore manifatturiero quello con il numero maggiori di eventi lesivi pari a circa il 23% del totale, con 4.553 casi denunciati. Nel settore delle costruzioni si verifica l'8,5% degli infortuni, a fronte di un percentuale di occupati pari al 7,9%, a conferma della rischiosità del settore. Anche le costruzioni, però, hanno registrato una diminuzione degli infortuni rispetto all'anno precedente pari a 218 casi in meno (-11,5%).

Calo a due cifre a Gorizia (-12,4%) e Pordenone (-11,9%). La diminuzione degli infortuni ha interessato tutte le province della regione, anche se con percentuali differenti. Un calo a due cifre, pari al 12,4%, è stato rilevato nella provincia di Gorizia (395 casi in meno). Di poco inferiore quello registrato a Pordenone, pari all'11,9% (624 casi in meno), mentre è meno marcata la riduzione riscontrata in provincia di Udine (-6,8% pari a 585 casi in meno) e nel territorio giuliano (-3,9% pari a 174 casi in meno).

Il 22,6% degli infortunati sono stranieri. Il Friuli si caratterizza anche per una quota elevata di infortuni occorsi a lavoratori stranieri, che nel 2011 hanno toccato quota 22,6% rispetto a una media nazionale del 21,5%. In termini assoluti gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri sono stati 4.464, 373 in meno rispetto al 2010 (-7,7%). La percentuale più elevata è quella della provincia di Pordenone, dove il 26,9% dei lavoratori infortunati è straniero, mentre il maggior numero in assoluto di infortuni a lavoratori stranieri si verifica in provincia di Udine: 1.804 denunce, pari al 40,4% del totale degli infortuni occorsi a lavoratori stranieri in regione, seguita da Pordenone con 1.238 casi ( 26,7%). Sul totale di 18 infortuni con esiti mortali che si sono verificati nella regione nel 2011, sono quattro quelli occorsi a lavoratori stranieri, due in più rispetto al 2010. I Paesi di origine degli infortunati stranieri sono prevalentemente dell'Est Europa. Quelli provenienti da ex Jugoslavia, Croazia e Bosnia-Erzegovina rappresentano il 18% del totale.

Molte patologie legate a posture e movimenti ripetuti dell'attività lavorativa. Le malattie professionali denunciate nel 2011 sono 1.400 rispetto alle 1.247 del 2010, un incremento pari al 12,3%. Questo incremento è superiore a quello rilevato a livello nazionale (+9,6%) e nel Nord Est (+8%). Anche nel 2011 si è confermato l'aumento delle denunce di patologie dell'apparato muscolo-scheletrico e delle malattie osteo-articolari e muscolo tendinee: sul totale delle malattie professionali oltre la metà (827 casi, ovvero 215 casi in più del 2010) sono di questo tipo, dovute essenzialmente ai movimenti ripetuti e alle posture dell'attività lavorativa. (fonte Inail)

(26 novembre 2012)

di d.marsicano

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati