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Il 25% dei lavoratori europei soffre di mal di schiena, il 23% lamenta dolori muscolari

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, i disturbi muscolo-scheletrici sono le patologie più diffuse tra i lavoratori. I settori più esposti: l’agricoltura (68%) e le costruzioni (64%)

11 ottobre 2007

BRUXELLES – Secondo i dati diffusi dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, i Dms (disturbi muscolo-scheletrici) sono le patologie più diffuse tra i lavoratori europei: si stima che il 25% dei lavoratori europei soffra di mal di schiena e il 23% lamenti dolori muscolari.

Ciò è dovuto principalmente al fatto che la maggior parte dei lavoratori svolge operazioni ripetitive con mani e braccia per almeno un quarto dell’orario di lavoro, mentre il 46% lavora in posizioni stancanti o addirittura dolorose. Il 35% è invece sottoposto alla movimentazione continuativa di carichi pesanti per almeno un quarto del tempo di lavoro.

I settori più esposti a questi rischi fisici sono quelli dell’agricoltura (68%) e delle costruzioni (64%), ma tutti i settori produttivi e dei servizi ne sono interessati, come i minatori e gli operai, i lavoratori dei supermercati, camerieri e inservienti nell’Ho.re.ca. (tutti vicini al 42%), le hostess o gli autotrasportatori (35%).

Sono disturbi che colpiscono senza particolari distinzioni di genere, anche se le donne rilevano una minore incidenza per quanto riguarda le lesioni dovute ai carichi pesanti. Sono inoltre più esposte per i rischi legati al movimento di persone (tipico di infermiere e assistenti domestiche), con un esposizione media dell’11% per almeno un quarto dell’orario di lavoro, rispetto al 6% degli uomini nello stesso periodo di tempo.

Uno dei principali fattori che influiscono sullo sviluppo dei Dms è il ritmo di lavoro, che è direttamente correlato a un aumento dei rischi per la salute. Come esposto in una ricerca della ‘Fondazione europea di Dublino per il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro’, sia un alto ritmo di lavoro, sia (ma in misura minore) lo stress di lavorare su cadenze molto strette, influiscono direttamente sull’insorgere di mal di schiena, stress psicofisico, dolori muscolari e articolari a spalle e collo, e ferite, in una misura a volte quasi doppia rispetto ai lavoratori sottoposti a ritmi più blandi e senza scadenze.

In generale, il tipo di disturbi è cambiato profondamente negli ultimi anni. I problemi derivanti dalle vibrazioni meccaniche sono fortemente diminuiti, in gran parte a causa del declino dell’attività mineraria e manifatturiera, mentre la paralisi dei nervi è pressoché scomparsa. D’altra parte però altri disturbi hanno segnato un aumento drammatico, a volte superiore al 100%, come ad esempio la sindrome del tunnel carpale e i problemi legati agli sforzi eccessivi.

Allo scopo di sensibilizzare il pubblico su questi temi, la settimana tra il 22 e il 26 ottobre sarà dedicata alla sicurezza e alla salute sul lavoro. L’iniziativa sarà il punto culminante della campagna ‘Alleggerisci il carico’ promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, e si comporrà di diverse attività in tutti gli Stati dell’Unione europea che coinvolgeranno datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti della sicurezza, operatori dei servizi di prevenzione, politici e altre parti interessate. (Matteo Manzonetto)

(12 ottobre 2007)

di e.proietti

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