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Friuli Venezia Giulia seconda regione "virtuosa" per il calo degli infortuni

I dati del rapporto regionale Inail. In totale gli incidenti sul lavoro denunciati sono 22.309 (-14%) e 20 i casi mortali (6 in meno rispetto al 2008). Il settore più a rischio è l'industria e rimane alto il pericolo in strada

21 novembre 2010

UDINE - Il Friuli Venezia Giulia è la seconda regione più virtuosa d'Italia per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. Nel 2009 le denunce registrano un calo del 14%, a fronte di una media nazionale del -9,7%. Solo il Veneto ha fatto di meglio. In totale sono 22.309 gli infortuni denunciati nel 2009 nella regione e 20 i casi mortali, sei in meno rispetto all'anno precedente. Sono questi i dati più rilevanti del rapporto regionale Inail Friuli Venezia Giulia, presentato sabato scorso nell'ambito del convegno "La prevenzione condivisa: piccole e media impresa e lavoratori". "Il calo del 14% è un risultato che registriamo con soddisfazione, perché è la più consistente diminuzione percentuale tra le regioni italiane dopo il Veneto, ma non è un punto di arrivo", ha sottolineato il direttore regionale Inail Antonio Trafficante. "Il 2009 è stato l'anno della grave crisi economica che ha colpito l'Italia e quindi la nostra regione. Il nostro compito oggi è impedire che i problemi congiunturali ci spingano a fare passi indietro sulla sicurezza. La sicurezza è una volontà di investimento culturale costruito con l'impegno e il coraggio di non arretrare di fronte alle difficoltà".

Infortuni mortali. Dei 20 casi mortali avvenuti solo 13 si sono verificati in ambiente di lavoro ordinario e sette, invece, sono collegati al "rischio strada". Di questi ultimi quattro casi sono avvenuti  in occasione di lavoro o "in itinere" (3 casi). Nel 2009 hanno perso la vita per infortunio 18 lavoratori che operavano nel settore dell'Industria e servizi  e due dell' agricoltura. Tra i 20 infortuni con esito mortali verificatesi nel 2009 solo due hanno riguardato lavoratrici.

I dati provinciali. Si registra un calo di 3.625 casi di infortuni rispetto all'anno precedente in una situazione di occupazione in calo del -2,6%. L'analisi delle denunce di infortunio indica che la maggior parte ha riguardato il settore dell'industria (20.687 incidenti, -14,8% rispetto l'anno precedente), mentre l'agricoltura ne ha contati 945 (+0,4% rispetto al 2008) e altri 677 hanno colpito dipendenti statali. La consistente diminuzione degli infortuni ha interessato tutte le province della regione, con un calo del 14,9% nella provincia di Udine (meno 1.540 casi), del 4,2% nella provincia di Trieste (meno 209 casi) e del 10,3% nella provincia di Gorizia (meno 382 casi). Pordenone, invece, registra un calo del 21,4% rispetto all'anno precedente (meno 1.494 casi).

Infortuni sulla strada. Per quanto riguarda il "rischio strada", con 2.431 casi in tutto, questa tipologia copre quasi l'11% del totale degli infortuni, con una flessione meno marcata rispetto all'andamento generale del -10,8% (156 casi in meno), e riferita essenzialmente agli infortuni stradali in itinere (diminuiti del 9,5%, eccetto che nella provincia di Udine), e non agli infortuni stradali lavorativi, rimasti praticamente costanti.

Infortuni per settori. Dall'analisi per settore di attività emerge che, nel 2009, il 33,3% degli infortuni (7.436 casi) si è verificato in aziende operanti nel settore dell'industria (che, con circa 173mila lavoratori, ha accolto circa 1/3 degli occupati); il 33,9% degli infortuni (7.557 casi) si è verificato nelle imprese/enti dei servizi (che, con circa 324mila occupati, ha circa il 63% del totale dei lavoratori). Il settore delle costruzioni, che con 2.044 infortuni rappresenta oltre il 9% del totale degli infortuni denunciati, registra nel 2009 un calo medio del 15,7% (meno 380 casi), da valutare alla luce di una crisi occupazionale superiore alla media regionale (-4,2% con una perdita di circa 2mila occupati). Il settore registra anche 8 morti sul lavoro. Dai dati disponibili emerge che gli infortuni si distribuiscono equamente tra imprese artigiane (1.028) e non artigiane (1.016).

Lavoratori stranieri. Già nel 2008 il Friuli Venezia Giulia era stata la regione con la maggior incidenza di infortuni occorsi ai lavoratori stranieri, con picchi massimi nella provincia di Pordenone, dove all'incirca un incidente ogni tre aveva coinvolto un lavoratore immigrato . Anche nel 2009, con 5.144 infortuni su 22.309, l'incidenza media regionale (23%) è superiore alla media nazionale (15%), con un massimo nella provincia di Pordenone (27%) e di Gorizia (24%). Oltre il 97% degli infortuni (4.990 casi) si è verificato nei settori dell'Industria e servizi. L'andamento presenta una flessione infortunistica più marcata: -18,8% rispetto al 2008 (1.193 casi in meno), con picchi di -29% proprio nella provincia di Pordenone.

Malattie professionali. Nel Friuli Venezia Giulia prevalgono le malattie professionali nell'Industria e servizi (1.140 casi) rispetto all'agricoltura (34 casi) e dipendenti in conto Stato (8 casi). Rispetto al 2008 si è assistito a un leggero calo per l'industria (-10 casi), mentre raddoppiano i casi in agricoltura (18). Nell'ambito delle malattie professionali, viene confermata per il 2009 nella regione Friuli Venezia Giulia, come a livello nazionale, l'assoluta prevalenza delle malattie osteoarticolari da sovraccarico biomeccanico. Confermata anche l' incidenza della patologie amianto-correlate. Rilevante è, in particolare, il caso delle denunce di tumori professionali correlati all'amianto, che vede la regione al primo posto per il loro riconoscimento.

(23 novembre 2010)

di d.marsicano

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