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"Diversamente doc", il vino friulano prodotto da 8 ragazzi disabili

Il progetto sperimentale è promosso dall'Anffas di Udine e dall'azienda agricola Giorgio Collutta. A dicembre asta pubblica per accaparrarsi le 650 bottiglie che saranno pronte ad aprile

5 dicembre 2011

UDINE - Il gusto per il buon vino si sposa oggi con la solidarietà. Nasce a Udine l'iniziativa "Diversamente doc", progetto sperimentale promosso dall'Anffas provinciale e dall'azienda agricola Giorgio Collutta, che negli ultimi mesi ha coinvolto un gruppo di 8 ragazzi disabili, impegnati in tutte le fasi produttive del vino friulano, dalla vendemmia alla lavorazione del mosto, dal travaso al filtraggio, fino all'atteso imbottigliamento. Anche l'etichetta e la scelta del logo sono opera degli otto apprendisti viticoltori. Le 650 bottiglie attese, che saranno presentate ufficialmente all'edizione 2012 del Vinitaly, saranno oggetto il prossimo 15 dicembre di un'asta pubblica organizzata dalla provincia, durante la quale si potranno acquistare i coupon che daranno diritto ad avere ad aprile, quando il friulano sarà pronto, le magnum. Tutto il ricavato della vendita sarà devoluto all'Anffas di Udine.

L'iniziativa, che gode anche del patrocinio dell'Ass 4, nasce dalla volontà di dimostrare che anche le persone con disabilità possono essere inserite con successo a livello lavorativo nel settore vitivinicolo. Ne dà prova Francesco, uno dei protagonisti, che spiega: "Mi è piaciuto lavorare, è stato bello per tutti. Noi abbiamo bisogno di lavorare e spero di poterlo fare ancora in questo settore perché ho bisogno di imparare per trovare un'occupazione domani".

Molto soddisfatto il vicepresidente provinciale Udine Daniele Macorig: "Poiché il nostro obiettivo è il benessere del cittadino, abbiamo deciso di appoggiare iniziative come questa che danno attraverso il lavoro dignità a quelle persone definite diversamente abili che, soprattutto in un contesto come quello attuale di grande crisi economica, fanno più fatica a trovare un'occupazione". E aggiunge: "A conclusione del progetto sarà possibile dimostrare l'eventuale compatibilità di persone con disabilità intellettiva o relazionale con il lavoro in agricoltura. La raccolta dati servirà anche allo studio di un possibile percorso per garantire in questo specifico settore il loro inserimento lavorativo"". (gig)

(5 dicembre 2011)

di d.marsicano

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