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Disabilità, regioni al via per i progetti di vita indipendente

E' una delle priorità del Piano d'azione: progetti individualizzati per permettere alle persone disabili di compiere autonomamente le scelte sulla propria esistenza. Il ministero del Welfare mette sul piatto 3 milioni e 200 mila euro per i primi progetti. Coinvolte quasi tutte le regioni, il via in queste settimane

24 febbraio 2014

ROMA - Sono interessate tutte le regioni d'Italia, con la sola esclusione della Calabria e della provincia autonoma di Bolzano. Partiranno a breve, in 41 ambiti territoriali, una serie di interventi per promuovere, in modo il più possibile omogeneo, la vita indipendente delle persone con disabilità: a disposizione ci sono complessivamente 3 milioni e 200 mila euro, messi in campo dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, cui si aggiunge in ogni regione una quota di co-finanziamento non inferiore al 20% dell'importo.

L'iniziativa mira a rafforzare l'intervento su un tema, quello della vita indipendente, che è considerato una delle priorità del primo Programma d'Azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, documento predisposto dall'Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità, presentato e discusso in occasione della IV Conferenza nazionale sulle politiche per la disabilità (Bologna, 12 e 13 luglio 2013) e approvato dal Consiglio dei ministri del 27 settembre 2013.

L'auspicio del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, che ha proposto il modello di intervento, è che esso possa fornire una delle possibili risposte all'esigenza di assicurare la piena applicazione delle disposizioni della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e della legge nazionale in materia di vita indipendente, contribuendo alla sperimentazione di interventi omogenei sui territori regionali. L'iniziativa quindi ha l'obiettivo generale di avviare un percorso condiviso di promozione della vita indipendente mirando ad una opportuna omogeneità di intervento sul territorio nazionale, nel rispetto della autonomia programmatoria delle Regioni. E proprio le regioni che hanno scelto di aderire, come detto, partecipano con un co-finanziamento pari ad almeno il 20% della quota messa a disposizione dal ministero.

I lavori di definizione dei progetti sono stati conclusi nel dicembre scorso da una apposita commissione che ha individuato 41 ambiti territoriali su quasi tutto il territorio nazionale. Nell'ultima parte del 2013 sono stati stipulati i protocolli di intesa con le regioni aderenti. Una volta registrati, le attività sono ormai prossime alla partenza. Si tratterà, in sintesi, di promuovere nella persona disabile la facoltà di compiere autonomamente le proprie scelte e di gestire direttamente la propria esistenza, attraverso l'adozione di progetti individualizzati che possono riguardare vari aspetti della quotidianità e investire diversi ambiti (istruzione, lavoro, salute, mobilità personale, accesso alla cultura).

(24 febbraio 2014)

di d.marsicano

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