SuperAbile







Linee guida sul piano organizzativo del lavoro agile nella pubblica amministrazione

Approvate con D.M. 9 dicembre 2020 le linee guida per la predispsosizione dei piani organizzativi del lavoro agile nella pubblica amministrazione

1 marzo 2021

Dopo il parere favorevole della Conferenza Unificata, espresso nella seduta del 3 dicembre, il Ministro per la Pubblica Amministrazione  ha approvato, con Decreto del 9 dicembre 2020, le Linee guida per la predisposizione del Piano organizzativo del lavoro agile con particolare riferimento alla definizione di appositi indicatori di performance.
Il POLA, che dovrà essere una specifica sezione del Piano della performance (art. 10 -comma 1 lett. a d.lgs. 150/2009) delle singole organizzazioni pubbliche, è lo strumento di programmazione del lavoro agile, ovvero delle sue modalità di attuazione e sviluppo.
Le linee guida si propongono di:
  • fornire una metodologia per assistere le PA nel consolidamento della modalità di lavoro agile nella transizione dalla fase emergenziale a quella ordinaria;
  • supportare operativamente le amministrazioni per la predisposizione del POLA con particolare attenzione agli indicatori della performance.
I contenuti minimi del POLA sono:
  • il livello di attuazione e di sviluppo del lavoro agile;
  • le modalità attuative;
  • i soggetti, i processi e gli strumenti del lavoro agile;
  • il programma di sviluppo del lavoro agile.
Il programma di sviluppo del lavoro agile si articola in tre fasi: fase di avvio, fase di sviluppo intermedio, fase di sviluppo avanzato, distribuite entro un intervallo massimo di tipo triennale.
Il programma di sviluppo del lavoro agile deve indicare:
  • le condizioni abilitanti che devono includere almeno:
  • le misure organizzative (regolamento, disciplinare diritti/doveri, schema accordo individuale, ecc.);
  • i requisiti tecnologici (attività che possono essere svolte da remoto, dotazioni tecnologiche, ecc.);
  • i percorsi formativi del personale (soprattutto dirigenziale);
  • le modalità e lo stato di implementazione del lavoro agile (la percentuale di adozione scelta);
  • gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti con particolare riguardo:
  • al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa;
  • alla digitalizzazione dei processi;
  • alla qualità dei servizi erogati;
  • gli impatti interni ed esterni del lavoro agile (maggior qualità nei processi interni e soprattutto in quelli offerti all’utenza).
Pertanto la redazione del Piano organizzativo del Lavoro Agile richiede la partecipazione di molti soggetti, tra cui in primis i cittadini.
Un punto critico è rappresentato dal fatto che al momento manca un nuovo quadro normativo di riferimento utile all’adeguamento dei contratti collettivi di lavoro.
Nel rinviare al documento relativo alle linee guida consultabile qui
http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/LG_pola_9_dicembre.pdf
Si ricorda che l’art. 263 del D.L. n. 34/2020 (decreto rilancio) prevede che le pubbliche amministrazioni elaborano, entro il 31 gennaio di ciascun anno, il Piano organizzativo del lavoro agile prevedendo che almeno il 60 per cento del personale possa avvalersi della modalità agile per lo svolgimento della prestazione lavorativa e che, in caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica  almeno al 30 per cento dei dipendenti, ove lo richiedano.
Si rileva che ad oggi soltanto il 33,3% delle amministrazioni statali ha presentato i piani per il lavoro agile entro il 31 gennaio (per i Comuni c'è tempo fino al 31 marzo). Questo denuncia grandi difficoltà a modificare i modelli organizzativi, i processi e le modalità lavorative dovute anche alle attuali carenze dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
Da un Report di Emea, presentato dal Forum Pa, emerge come i principali ostacoli alla digitalizzazione siano le difficoltà a supportare e trasmettere i dati delle attuali strutture informatiche, la mancanza di competenze ed esperienze nell'ambito del digitale, oltre alla carenza  degli investimenti in infrastrutture tecnologiche.
In definitiva, dai dati oggi a disposizione, risulta che solo 5 ministeri su 14  hanno presentato i piani per il lavoro agile. Inail e Inps non li hanno presentati, tra le Università lo hanno fatto in 26 su 67, tra gli organi di rilevanza costituzionale nessuno, tra gli enti di ricerca vigilati uno su 14.
Si ricorda comunque che il Decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione 20 gennaio 2021 ha prorogato al 30 aprile 2021 le modalità organizzative, i criteri e principi in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile stabiliti dal precedente decreto ministeriale del 19 ottobre 2020, allineandone la validità alla durata dello stato d'emergenza.
 
© Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando fonte e autore
Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati