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Regole relative allo stato di disoccupazione – Circolare Anpal n. 1 del 23 luglio 2019

La circolare ANPAL n. 1 del 23 luglio 2019 precisa le regole sullo stato di disoccupazione dopo le modifiche introdotte dal decreto legge n. 4/2019 su reddito di cittadinanza e quota 100.

19 agosto 2019

Il Decreto Legge n. 4/2019, relativo a reddito di cittadinanza e quota 100, ha modificato le norme sullo stato di disoccupazione ripristinando l’istituto della conservazione.  Infatti, l’art. 4 - comma 15-quater ha stabilito che “Per le finalità di cui al presente decreto e ad ogni altro fine si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi , di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917” (al momento, come precisato dalla circolare dell’Anpal n. 1/2019, € 8.145 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo nel corso dell’anno solare).
Precedentemente il Decreto Legislativo  n. 150/2015 emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act), aveva introdotto cambiamenti sostanziali alle norme sullo “stato di disoccupazione” eliminando, in particolare l'istituto della "conservazione" che consentiva di acquisire lo stato di disoccupazione o di conservarlo anche a chi svolgeva un’attività lavorativa che comportasse, nel corso dell’anno solare, un reddito lordo non superiore a € 8.000,00, per lavoro dipendente (anche a chiamata o intermittente o a progetto), e non superiore a € 4.800,00 lordi per lavoro autonomo od occasionale.
Per effetto di quella normativa tutti coloro che svolgevano una qualsiasi attività lavorativa anche di scarsissima entità erano considerati occupati, non potevano  rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e non si potevano iscrivere nelle liste del collocamento o perdevano il diritto all’iscrizione ad eccezione delle persone con disabilità già iscritte che potevano mantenere l’iscrizione  nelle liste del collocamento mirato se non superavano il limite di reddito di € 8.000 annui nel caso di lavoro dipendente ed € 4.800 annui nel caso di lavoro autonomo (Circolare Ministero del Lavoro n. 34/2015 – punto 3).
La Circolare Anpal n. 1 precisa che il combinato disposto delle norme contenute nell’art. 4 - comma 15-quater del Decreto Legge n. 4/2019 convertito con modificazioni dalla legge n. 26/2019 e nell’art. 19 del Decreto Legislativo n. 150/2015 comporta che sono in stato di disoccupazione i soggetti che rilasciano la DID e che, alternativamente:
  • non svolgono attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;
  • sono lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR.
Nel caso del lavoro dipendente, il reddito è quantificabile, alla luce della normativa vigente, in 8.145 euro annui. Per i lavoratori autonomi la soglia di riferimento è, nella generalità dei casi, 4.800 euro annui. Fanno eccezione i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo che, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del T.U.I.R. sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (esattamente precisati nella circolare), per i quali il limite ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione è di € 8.145 annui.
Queste regole si applicano anche al collocamento mirato delle persone con disabilità.
La circolare sottolinea che la valutazione sul reddito va effettuata in termini prospettici, prendendo in considerazione, indipendentemente dalla durata prevista del rapporto di lavoro, la retribuzione annua imponibile ai fini IRPEF, quindi al netto dei contributi a carico del lavoratore. Per gli autonomi, nel computo del reddito annuo vanno seguite le regole valide ai fini del calcolo dell’IRPEF, seguendo il principio di cassa sia nell’imputazione dei compensi percepiti sia in quello delle spese sostenute.
Nella circolare n.1/2019 l’Anpal fornisce precisazioni anche sulla sospensione dello stato di disoccupazione.  L’articolo 19, comma 3, del d.lgs. n. 150/2015 prevede che “Lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi”. La circolare anpal precisa che, con riferimento al rapporto tra l’istituto della sospensione e della conservazione dello stato di disoccupazione per il lavoratore subordinato, al momento dell’avvio di un rapporto di lavoro dipendente, la sospensione scatta unicamente se non vi è conservazione dello stato di disoccupazione.
La circolare contiene alcuni esempi esplicativi su conservazione, perdita e sospensione dello stato di disoccupazione.
Ulteriori chiarimenti riguardano la durata della disoccupazione e il computo , dell’anzianità di disoccupazione.
La circolare prende poi in considerazione i casi di svolgimento di più attività lavorative di diversa tipologia, di lavoro intermittente, di tirocinio extracurriculare, di lavoro di pubblica utilità o socialmente utile, di prestazioni occasionali.
Considerando che la Legge n. 26/2019 è entrata in vigore il 30 marzo 2019, le disposizioni valgono per i contratti di lavoro e le attività di lavoro autonomo iniziati successivamente alla data del 29 marzo 2019.
Per approfondimenti e più dettagliate informazioni qui è possibile consultare la circolare Anpal https://www.cliclavoro.gov.it/Normative/Circolare-ANPAL-23-luglio-2019-n1.pdf
 
Normativa di riferimento:
  • Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917: “Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi”;
  • Legge 12 marzo 1999, n. 68 : "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
  • Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150: “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 dicembre 2015, n. 34: “D. Lgs. n. 150/2015 recante “disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” – prime indicazioni”;
  • Decreto-Legge 28 gennaio 2019, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26.

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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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