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Incentivi INAIL per favorire la nuova occupazione di persone infortunate

La Legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha attribuito all'Inail le competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro

11 aprile 2019

L'infortunio sul lavoro è un evento traumatico che avviene per una causa violenta sul posto di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro, che comporta l'impossibilità di svolgere l'attività lavorativa per un periodo più o meno lungo. Anche la malattia professionale, che non si manifesta nella maniera repentina dell’infortunio, ma si rivela in tempi più lunghi, può produrre gli stessi effetti di compromissione del rapporto di lavoro con conseguenze che possono essere anche molto importanti, come la perdita del lavoro. L’infortunio, infatti, espone il lavoratore ad un alto rischio di licenziamento.
Ciò avviene, nonostante la legge n. 68/99 per il diritto al lavoro delle persone disabili e la normativa di attuazione, contengano alcune particolari tutele finalizzate al mantenimento del posto di lavoro.
In particolare l’art. 1 – comma 7 della legge n. 68/99 prevede che i datori di lavoro, pubblici e privati, sono tenuti a garantire la conservazione del posto di lavoro a quei soggetti che, non essendo disabili al momento dell'assunzione, abbiano acquisito per infortunio sul lavoro o malattia professionale eventuali disabilità.
Così come l’art. 42 – comma 1 del Decreto Legislativo n. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) prevede che nel caso in cui il medico competente abbia espresso un giudizio di inidoneità del lavoratore alla mansione specifica il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.
Questo “ove possibile” sta a significare che la ricollocazione del lavoratore non sempre avviene, non sempre è possibile anche perché talvolta l’azienda, non disponendo di mansioni alternative, procede al licenziamento.
Attualmente l’Inail è incaricata di attuare importanti azioni per la promozione di nuova occupazione a fronte dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro per i lavoratori infortunati o tecnopatici.
Infatti, la Legge di stabilità 2015  con l’articolo 1 – comma 166 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha attribuito all'Inail le competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione, con interventi formativi di riqualificazione professionale, con progetti per il superamento e per l'abbattimento delle barriere architettoniche sui luoghi di lavoro, con interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro.
E’ stato così ampliato il modello di tutela dell’Istituto per un tempestivo reinserimento sociale e lavorativo degli infortunati e tecnopatici.
Per attuare questa disposizione l’Istituto ha emanato,  in data 11 luglio 2016, il “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”  che è stato modificato parzialmente in data 19 dicembre 2018. L’Istituto ha inoltre emanato due importanti circolari:
  • la circolare n. 51 del 30 dicembre 2016 con cui sono stati disciplinati gli interventi mirati alla conservazione del posto di lavoro presso il datore di lavoro per il quale l’assicurato già svolgeva la propria attività nel momento in cui si è  verificato l’evento infortunistico o manifestata la malattia professionale o al momento dell’aggravamento;
  • la circolare n. 30 del  25 luglio 2017 con cui sono state disposte le modalità per l’inserimento in nuova occupazione, a seguito di incontro tra domanda e offerta di lavoro, di un disabile da lavoro rimasto inoccupato.
In questa sede ci soffermiamo sugli interventi previsti dalla circolare INAIL n. 30/2017 per la promozione di nuova occupazione dei disabili da lavoro rimasti inoccupati.
La circolare prevede infatti misure di sostegno per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità da lavoro anche in caso di nuova occupazione e non solo per la permanenza nel posto di lavoro precedentemente occupato.
Vengono così rese  completamente operative le disposizioni previste dal Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, di cui alla determinazione presidenziale 11 luglio 2016, n. 258, grazie al quale  è possibile ottenere un finanziamento per l’importo  massimo 150.000 Euro per progetti personalizzati che prevedono l’abbattimento di barriere architettoniche, l’adeguamento delle postazioni di lavoro, e la formazione (a cui possono essere destinati al massimo 15.000 Euro) per l'inserimento di persone con disabilità da lavoro a seguito di incontro tra domanda e offerta di lavoro che si può attuare anche per l’intervento dei servizi preposti come i centri per l’impiego.
Importanti indicazioni sulla elaborazione, approvazione e finanziamento dei progetti personalizzati sono contenute nella circolare inail n. 51/2016.
Ulteriori precisazioni per l’attuazione della misura sono contenute anche nella circolare inail n. 6/2019.
I rapporti di lavoro interessati dalle agevolazioni sono di tipo subordinato o parasubordinato  mentre è escluso il lavoro autonomo.
I datori di lavoro disponibili ad offrire nuova occupazione godendo di tali agevolazioni devono  manifestare, alla Sede Inail competente per domicilio del lavoratore, la disponibilità a collaborare attivamente con l’Istituto e con il lavoratore all’elaborazione del progetto di inserimento lavorativo e comunicare tramite l’apposito  modello allegato alla circolare inail n. 30/2017 i seguenti dati: la mansione specifica alla quale sarà adibito il lavoratore, la tipologia di contratto che si intende attivare, la sua durata, la sede di lavoro e la relativa unità produttiva. 
Inoltre, è indispensabile per l’elaborazione del progetto che il disabile sia stato sottoposto a visita medica preventiva da parte del medico competente o dei competenti uffici delle Aziende sanitarie locali (AASSLL),  con esito positivo in relazione alla mansione specifica alla quale deve essere adibito.
Sulla base delle suddette informazioni, l’équipe multidisciplinare individua, nell’ambito del Progetto di reinserimento lavorativo personalizzato, gli interventi necessari e appropriati in relazione al caso concreto ai fini dello svolgimento della mansione per la quale si intende stipulare il contratto di lavoro.
Si sottolinea che attraverso l’elaborazione del progetto di reinserimento lavorativo personalizzato, l’INAIL acquisisce la metodologia del “collocamento mirato” prevista dalla legge n. 68/99. In tal modo si esalta l’intervento individualizzato con l’intento di inserire la persona con disabilità nel posto di lavoro più adatto o, come nel caso delle azioni previste dal regolamento e dalle circolari INAIL, adattare il posto di lavoro alle mutate condizioni della persona.
Inoltre, nella legge n. 68 si attribuisce grande importanza agli adattamenti del posto di lavoro, alla formazione e alla organizzazione del lavoro per facilitare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità ed il mantenimento del posto di lavoro.
Del resto questi sono diritti tutelati anche dalle norme antidiscriminazione. Si ricordano in proposito il Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216  e la legge n. 18/2009 che ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Il decreto legislativo 9 luglio 2003 n. 216 che attua una importante direttiva europea per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro è stato poi integrato dal decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 che ha introdotto l’obbligo per i datori di lavoro di adottare accomodamenti ragionevoli per agevolare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Gli accomodamenti ragionevoli non si riferiscono solo alla accessibilità fisica dei luoghi di lavoro, ma, più in generale, alla compatibilità dell’ambiente di lavoro – ivi compresa l’organizzazione e l’orario di lavoro – con il funzionamento della persona.
 
Normativa di riferimento
  • Legge 12 marzo 1999,n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili;
  • Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216: "Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro";
  • Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006;
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
  • Legge 3 marzo 2009, n. 18: "Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità";
  • Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76: “Primi interventi urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonchè in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti” convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2013, n. 99;
  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015);
  • Determinazione del Presidente dell’Inail 11 luglio 2016, n. 258: “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” in attuazione della legge 23 dicembre 2014, n.190, articolo 1, comma 166;
  • Circolare INAIL 30 dicembre 2016, n. 51: “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Legge 23 dicembre 2014, n.190, articolo 1, comma 166”;
  • Circolare INAIL 25 luglio 2017, n. 30: “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Legge 23 dicembre 2014, n.190, articolo 1, comma 166. Inserimento in nuova occupazione a seguito dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro”;
  • Determinazione del Presidente dell’Inail 19 dicembre 2018, n. 527: “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro”, in attuazione dell’art.1, comma 166, legge 23 dicembre 2014, n.190. Modifiche agli articoli 5, 6 e 9;
  • Circolare INAIL 26 febbraio 2019, n. 6 - Determinazione del Presidente dell’Inail 19 dicembre 2018, n. 527. “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” in attuazione dell’art. 1, comma 166, legge 23 dicembre 2014, n. 190. Modifiche agli articoli 5, 6 e 9.
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani e Rosanna Giovedi

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