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Scelta e trasferimento di sede per il lavoratore disabile

La legge 104/92 che tutela i diritti delle persone disabili prevede alcune agevolazioni su scelta e trasferimento di sede per i lavoratori disabili.

14 giugno 2017

La legge 104/92 che tutela i diritti delle persone disabili prevede alcune agevolazioni su scelta e trasferimento di sede per i lavoratori disabili. Le agevolazioni sono essenzialmente e soprattutto finalizzate a ridurre i disagi della lontananza tra domicilio e sede di lavoro.

Destinatari
In particolare:

1. l'art. 21 della legge 104/92 prevede che la persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di: 

  • scelta prioritaria tra le sedi disponibili; 
  • precedenza in sede di trasferimento a domanda;

2. l'art. 33 - comma 6 della legge 104/92 prevede che la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire dei permessi di cui ai commi 2 e 3 (permessi di due ore al giorno o di tre giorni al mese), ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso".

Per usufruire delle agevolazioni previste dall'art. 21 della legge 104/92 sono necessarie:

a. la certificazione di portatore di handicap anche non grave (art. 3 - comma 1 della legge 104/92) rilasciata dalla apposita commissione operante presso l'Azienda U.S.L. di residenza dell'interessato;
b. invalidità superiore ai 2/3 (dal 67% al 100%).

Per usufruire delle agevolazioni di cui all'art 33 della legge 104/92 è necessario essere in possesso della certificazione di portatore di handicap in condizioni di gravità (art. 3 - comma 3 della legge 104/92) rilasciata dalla apposita commissione operante presso la Azienda U.S.L. di residenza dell'interessato.
Si ribadisce che le agevolazioni di cui all'art. 21 operano solo nell'ambito della pubblica amministrazione in quanto si riferiscono specificamente alle persone assunte presso gli enti pubblici come vincitrici di concorso o ad altro titolo, mentre le agevolazioni di cui all'art. 33 si applicano sia al settore pubblico che alle imprese private.

Si sottolinea, inoltre, che: 

  • il diritto di scegliere, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio può valere soltanto nell'ambito della medesima amministrazione o ente di appartenenza (Circolare Ministero per la Funzione Pubblica n. 90543/7/448 del 26 giugno 1992) - per esempio non è possibile invocare la legge 104 per essere trasferiti da una azienda U.S.L. ad un'altra o da un Comune ad un altro, in questi casi può essere utilizzato l'istituto della mobilità nella pubblica amministrazione;
  • il diritto al trasferimento di sede può valere solo nel caso in cui esista il posto vacante nella sede di destinazione richiesta (Parere del Consiglio di Stato n. 1813 del 10 dicembre 1996, Circolare del Dipartimento Funzione Pubblica 6 dicembre 2010, n.13;);
  • molte pubbliche amministrazioni (per esempio scuola, guardia di finanza,) hanno ulteriormente precisato i criteri per fruire di tale agevolazione. Pertanto, è sempre opportuno verificare quanto specificamente previsto dal contratto di lavoro e dai regolamenti di categoria.

La Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 28 del 1993 precisa che la locuzione "ove possibile", in merito al diritto di scelta della sede di lavoro, è da intendersi nel senso che il datore di lavoro può frapporre un rifiuto solo per motivate esigenze di organizzazione aziendale; il diritto di non essere trasferito senza esplicito consenso ad altra sede costituisce, invece, un diritto incondizionato, nel senso che non è soggetto a verifica di compatibilità con le esigenze organizzative e produttive dell'impresa.

L'inpdap, nella circolare n. 34 del 2000 conferma che: 

  • il diritto alla sede più vicina presuppone l'esistenza (vacanza organica) del posto in cui si intende essere assegnati o rimanere; 
  • lo stesso diritto viene meno nel caso in cui cessino i presupposti (per esempio mutamento della condizione sanitaria) con conseguente revoca del provvedimento.

Si rileva infine che: 

  • Il Consiglio di Stato in diversi pronunciamenti ha ribadito che la normativa trova diretto fondamento in principi di rango costituzionale con carattere derogatorio rispetto all'ordinaria procedura delle assegnazioni di sede e dei trasferimenti e che non è consentito l'obbligo di permanenza per alcuni anni nella prima sede di assegnazione (Parere del Consiglio di Stato n. 1813 del 10 dicembre 1996); 
  • nel parere n. 1623 del 17 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha stabilito che, nel caso in cui il concorso sia stato bandito per una determinata circoscrizione territoriale, il posto presso diversa circoscrizione non può considerarsi disponibile per i vincitori del concorso e quindi, di massima non può essere utilizzato per le esigenze di tutela soddisfatte dalla legge 104/92.

Si ritiene inoltre opportuno segnalare alcuni pronunciamenti della Corte di Cassazione ed in particolare: 

  • n. 12692 del 29/08/2002 e n. 22323 del 3/11/2010 in cui si afferma che l'esercizio di questo diritto deve essere compatibile con l'interesse comune e non può avvenire a discapito delle esigenze economiche ed organizzative del datore di lavoro;

Procedura per la richiesta
La domanda deve essere rivolta al datore di lavoro, allegando: 

  • la certificazione di handicap e di invalidità (nel caso dell'art. 21); 
  • la certificazione di handicap grave (nel caso dell'art. 33).

Normativa di riferimento

  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104 : "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate"; 
  • Circolare Ministero per la Funzione Pubblica 26 giugno 1992, n. 90543/7/448: "Applicazione degli articoli 22 e 33 della legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104). Criteri illustrativi"; 
  • Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 15 marzo 1993, n. 28 : "Legge 5 febbraio 1992, n. 104. Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate; art. 33 (agevolazioni)"; 
  • Parere Consiglio di Stato del 10 dicembre 1996, n. 1813 - "Quesito concernente l'applicazione della legge 5 febbraio 1992 n. 104 (assistenza delle persone handicappate)"; 
  • Circolare INPDAP 10 luglio 2000, n. 34 : "Legge quadro n. 104 del 5/2/1992 per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate. La disciplina di cui agli articoli 1, 3, 4, 33 e le innovazioni introdotte dagli articoli 19 e 20 della legge n. 53 del 8/3/2000"; 
  • Parere del Consiglio di Stato del 17 ottobre 2000, n. 1623 - "Ministero delle Finanze - quesito concernente l'applicazione art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni ed integrazioni (assistenza alle persone handicappate) -Criteri interpretativi";
  • Sentenza Corte di Cassazione del 29 agosto 2002, n. 12692 - La Cassazione afferma la necessità di un bilanciamento tra l'interesse del familiare all'assistenza continua alla persona portatrice di handicap ed altri interessi di rilevanza costituzionale sicché il riconoscimento del diritto del lavoratore familiare può, a seconda delle situazioni fattuali a fronte delle quali si intenda farlo valere, cedere a rilevanti esigenze economiche, organizzative e produttive dell'impresa [N.d.A.]; 
  • Sentenza Corte di Cassazione del 2 novembre 2006, n. 23526 - La Corte di Cassazione ha affermato che nel caso in cui un lavoratore pubblico con una situazione familiare già esistente che dà diritto ai permessi "ex lege" n. 104/1992, accetti un posto di lavoro fuori dalla propria sede e, di conseguenza, venga lì trasferito, non può rivendicare, in via prioritaria, il trasferimento nella vecchia sede per assistere il familiare handicappato [N.d.A.]; 
  • Sentenza Corte di Cassazione del 3 novembre 2010, n. 22323 - La Cassazione ha affermato che il riconoscimento, in favore del lavoratore familiare di un disabile (articolo 33 della legge n. 104/1992) di scegliere la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso, presuppone, anche, l'attualità dell'assistenza e la compatibilità con l'interesse comune. L'esercizio di questo diritto non può essere fatto valere a danno delle esigenze economiche ed organizzative del datore di lavoro [N.d.A.].

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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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