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La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per le persone con disabilità e il familiare che assiste

Il decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, contiene la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni

28 febbraio 2019

Il decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act) ed entrato in vigore il 25 giugno 2015, contiene la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni.
Il Decreto riscrive anche le norme relative al lavoro a tempo parziale prevedendo nuove possibilità di part-time, ad esempio in alternativa al congedo parentale oppure per i lavoratori affetti da gravi patologie.
Come nella legislazione precedente, il decreto prevede che il rifiuto del lavoratore di passare dal tempo pieno al part-time e viceversa non costituisce valido motivo di licenziamento (art. 8 – comma 1 Decreto Legislativo n. 81/2015).
Su accordo delle parti risultante da atto scritto è ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale (art. 8 – comma 2 Decreto Legislativo n. 81/2015).
 
La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time per il lavoratore
Sul diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale in caso di gravi patologie sono intervenute alcune importanti novità.
L’art. 8 – comma 3 del decreto legislativo n 81/2015 prevede che i lavoratori del settore pubblico e privato affetti da patologie oncologiche e da gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, eventualmente anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l'azienda unità sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. A richiesta del lavoratore il rapporto di lavoro a tempo parziale è trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno.
Precedentemente l’art. 12 bis del decreto Legislativo n. 61 del 2000, abrogato, dal Decreto Legislativo n. 81/2015, prevedeva il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time esclusivamente per i lavoratori affetti da malattie oncologiche escludendo altre malattie gravi.
 
La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time per il lavoratore che assiste un familiare
L'art. 8 - comma 4 del decreto legislativo n. 81/2015 prevede, per i familiari che assistono, una priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale nei seguenti casi:
  • patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, o nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. La precedente normativa prevedeva priorità per il passaggio dal tempo pieno a part-time per l’assistenza di familiari con malattie oncologiche escludendo altre patologie gravi;
  • figlio convivente di età non superiore a tredici anni o figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104/92, in questi due ultimi casi la priorità si attua su richiesta del lavoratore.
In questi casi il datore di lavoro non è obbligato a concedere il part-time, ma se nell’azienda venissero attivate trasformazioni da tempo pieno a part-time si dovrebbero seguire i criteri di priorità indicati dalla legge.
 
Part-time in alternativa al congedo parentale
L’art. 8 – comma 7 del decreto legislativo n. 81/2015 prevede che il lavoratore può chiedere, per una sola volta,  in  luogo  del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora  spettante  ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001,  n.  151,  la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo  pieno  in  rapporto  a tempo parziale, purchè con una riduzione d'orario non  superiore  al 50 per cento. Il  datore  di  lavoro  è  tenuto  ad effettuare la trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.
Si ricorda che i congedi  di cui al Capo V del decreto legislativo n. 151/2001 sono:
  1. il congedo parentale previsto dall’art. 32 del Decreto Legislativo n. 151/2001 concesso per ogni bambino, nei suoi primi 12 anni di vita, a ciascun genitore che non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi (11 nel caso il padre fruisca di almeno tre mesi). Fino al sesto anno di vita del bambino è dovuta un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. Si evidenzia che il decreto legislativo n. 80/2015, emanato in attuazione del Jobs Act e relativo alla conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro ha ampliato la possibilità di usufruire dei congedi parentali fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre precedentemente era possibile fino a 8 anni, ed anche per l’indennità pari al 30%, il decreto legislativo n. 80/2015 prevede che sia dovuta fino al sesto anno di vita del bambino mentre precedentemente era previsto fino al terzo anno di vita;
  2. il prolungamento del congedo parentale previsto dall’art. 33 del Decreto Legislativo n. 151/2001 concesso ai genitori per l’assistenza del bambino con handicap grave (art. 3 comma 3 della legge 104/1992) nei suoi primi dodici anni di vita. In questo caso la durata del congedo è estesa a tre anni con indennità pari al 30% della retribuzione per tutto il periodo. Anche per il prolungamento del congedo parentale il decreto legislativo n. 80/2015, ha ampliato la possibilità di usufruirne fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre precedentemente era possibile fino a 8 anni.
N.B. - In tutti i casi, i lavoratori passati al part-time hanno diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle  stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria legale (art. 8 – comma 6 Decreto Legislativo n. 81/2015).
Inoltre, in caso di assunzione di personale a tempo parziale il datore di lavoro è tenuto a darne tempestiva informazione al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno occupato in unità produttive site nello stesso ambito comunale, anche mediante comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti nei locali dell'impresa, ed a prendere in considerazione le domande di trasformazione a tempo parziale dei rapporti dei dipendenti a tempo pieno (art. 8 – comma 8 Decreto Legislativo n. 81/2015).
 
Normativa di riferimento
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151: "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80: “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 : “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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