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Il congedo parentale

Il congedo parentale è una agevolazione di cui possono usufruire tutti i genitori (anche adottivi e affidatari), indipendentemente dal fatto che il figlio abbia o non abbia una disabilità

15 febbraio 2019

Il congedo parentale è previsto dall'art. 32 del D.Lgs 151/2001. Si tratta di una agevolazione di cui possono usufruire tutti i genitori (anche adottivi e affidatari), indipendentemente dal fatto che il figlio abbia o non abbia una disabilità e consente di astenersi dal lavoro per 10 mesi (11 nel caso il padre fruisca di almeno tre mesi) entro i primi 12 anni di vita del bambino (precedentemente al decreto attuativo del Jobs Act era previsto fino agli 8 anni).
I congedi parentali sostituiscono la vecchia "astensione facoltativa" e sono stati introdotti nell'ottica di incentivare la cura dei figli da parte di entrambi i genitori.
Il normale congedo parentale può essere richiesto dalla madre per un periodo massimo di sei mesi, dal padre per un periodo massimo di sei mesi elevabile a sette nel caso in cui si astenga dal lavoro per un periodo non inferiore a tre mesi, a prescindere dal fatto che la madre presti o non presti attività lavorativa. Nel caso in cui il padre scegliesse di usufruire del congedo parentale per almeno 3 mesi, il periodo complessivo dei congedi per i genitori sarebbe di 11 mesi.
Semplificando con un esempio possiamo dire che:

 Madre  Padre  Totale
 6  5  11
 6  0  6
 0  7  7
 6  2  8

Qualora vi sia un solo genitore, questi potrebbe fruire del congedo parentale per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi.
Sul concetto di "genitore solo" è intervenuto il Messaggio INPS del 20 settembre 2007, n. 22911.
Le lavoratrici autonome hanno il diritto a fruire del congedo parentale per un massimo di tre mesi entro l'anno di vita del bambino.

Tutti e due i genitori possono fruire contemporaneamente del congedo parentale (anche per lo stesso figlio), mentre non possono fruire contemporaneamente del congedo di malattia per lo stesso figlio.

Il padre può utilizzare il congedo parentale anche durante il congedo di maternità e/o durante i riposi giornalieri della madre. Durante i  periodi di congedo parentale della madre, il padre non può invece usufruire dei riposi giornalieri.

Il padre può fruire del congedo per malattia del figlio durante il congedo parentale della madre e viceversa.

Il decreto legislativo n. 80/2015, emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs Act) ed entrato in vigore il 25 giugno 2015, estende le tutele per maternità e paternità e favorisce la conciliazione fra i tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori. Il Decreto introduce importanti cambiamenti al congedo parentale, ed in particolare, l'art. 7, comma 1, lettera a), del decreto, modificando l'art. 32 del Decreto Legislativo 151 del 2001, ha ampliato la possibilità di usufruire del congedo parentale fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre precedentemente era possibile fino agli otto anni.
L'art. 9 del d.lgs. n. 80/2015 (modificando l'art. 34 del D.Lgs. n. 151/2001) eleva ai primi 6 anni di vita del bambino (anziché ai primi 3 anni) il limite entro il quale il congedo parentale dà diritto a una indennità pari al 30% della retribuzione, e sposta fino all'ottavo anno di vita del bambino la fruizione dell'indennità in caso di redditività individuale minima (quando il reddito individuale del genitore interessato sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione INPS).
L'ampliamento dell'arco temporale entro cui fruire del congedo parentale trova applicazione anche per i casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento in quanto l'art. 10 del Decreto Legislativo n. 80/2015 modifica anche l'art. 36 del Decreto legislativo 151 /2001 ampliando ai primi 12 anni dall'ingresso del minore in famiglia (anziché ai primi 8 anni) il periodo nel quale il genitore lavoratore può fruire del congedo parentale (qualunque sia l'età del minore, ma comunque fino al raggiungimento della maggiore età), estendendo il periodo massimo per fruire dell'indennità relativa entro i primi 6 anni dall'ingresso del minore in famiglia (anziché i primi 3 anni) e spostando fino all'ottavo anno dall'ingresso in famiglia la fruizione dell'indennità in caso di redditività individuale minima (quando il reddito individuale del genitore interessato sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione INPS).
Rimane fermo che il congedo parentale non può essere fruito oltre il raggiungimento della maggiore età del minore.

Frazionabilità in ore
L'art. 7, comma 1, lettera b), del d.lgs. n. 80/2015 conferma la possibilità di fruizione del congedo parentale su base oraria, rinviando la disciplina concreta alla contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, ma prevedendo che, in assenza di determinazioni contrattuali collettive, ogni genitore lavoratore può scegliere la fruizione su base oraria, in misura non superiore alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga (quadrisettimanale o mensile) che ha preceduto immediatamente quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.
Si ricorda che la possibilità di usufruire del congedo parentale a ore, anziché a settimane o a mesi, era stata prevista, in attuazione della direttiva europea 2010/18/Ue, dalla legge di stabilità dell'anno 2013 (legge n. 228/20012) che aveva demandato alla contrattazione collettiva il compito di stabilire le modalità di fruizione nonché i criteri di calcolo. Pertanto la novità introdotta dal decreto legislativo n. 80/2015 consiste nella possibilità di frazionare il congedo parentale ad ore anche in assenza di determinazioni contrattuali collettive.

Ulteriori informazioni su fruizione del congedo parentale in modalità oraria sono reperibili nella circolare inps n. 152/2015.

Preavviso
La lettera c) dello stesso art. 7 del d.lgs. n. 80/2015 riduce a 5 giorni (dagli attuali 15) il periodo minimo di preavviso per fruire del congedo parentale, per la fruizione su base oraria il termine minimo di preavviso è fissato in 2 giorni.

Nella circolare inps n. 139/2015 sono illustrate dettagliatamente le novità introdotte dalla riforma e fornite indicazioni su contribuzione figurativa e riscatto dei periodi corrispondenti al congedo parentale caduti fuori dal rapporto di lavoro.

Part-time in alternativa al congedo parentale
Si segnala, inoltre che l'art. 8 - comma 7 del Decreto Legislativo n. 81/2015 su contratti e mansioni emanato in attuazione del Jobs Act prevede che il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purchè con una riduzione d'orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare la trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.

Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 : "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53"; 
  • Messaggio Inps 20 settembre 2007, n. 22911 : art. 32, comma 1, lett. c, del D.Lgs. 151/2001 (T.U. delle norme a tutela e sostegno della maternità/paternità) - Riconoscimento della qualità di "genitore solo" anche in caso di grave infermità dell'altro genitore;
  • Direttiva 2010/18/UE del Consiglio dell'8 marzo 2010 che attua l'accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso da BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES e abroga la direttiva 96/34/CE;
  • Legge 24 dicembre 2012, n. 228 : Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità' 2013);
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: "Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro";
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80 : "Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
  • Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 : "Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183";
  • Circolare inps 17 luglio 2015, n. 139: "Decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 in attuazione dell'art. 1, commi 8 e 9 della legge delega n. 183 del 2014 (Jobs Act) - Congedo parentale. Elevazione dei limiti temporali di fruibilità del congedo parentale da 8 a 12 anni ed elevazione dei limiti temporali di indennizzo a prescindere dalle condizioni di reddito da 3 a 6 anni";
  • Circolare inps 18 agosto 2015, n. 152: "Decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 in attuazione dell'art. 1, commi 8 e 9 della legge delega n. 183 del 2014 (Jobs Act). Fruizione del congedo parentale in modalità oraria".

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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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