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Il congedo per cure termali per i dipendenti pubblici

Le prestazioni termali non possono essere fruite dai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, al di fuori del periodo di congedo ordinario e di ferie.

6 giugno 2019

Le prestazioni termali non possono essere fruite dai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, al di fuori del periodo di congedo ordinario e di ferie.
E' possibile per il personale  della pubblica amministrazione rientrante nella categorie dei mutilati, invalidi di guerra e per servizio, effettuare le cure prescritte in relazione al proprio stato di invalidità, secondo i limiti previsti dalla normativa vigente e dai rispettivi CCNL, avvalendosi di un periodo di congedo rientrante nella disciplina delle assenze per malattia.
Si ricorda, infatti, che l'articolo 3 comma - 42, della legge 537/1993, come modificato dall’art. 22 - comma 25  della Legge n. 724/1994, sancisce l’abrogazione di tutte le disposizioni, anche speciali, che prevedono la possibilità per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di essere collocati in congedo straordinario oppure in aspettativa per infermità per effettuare cure termali, elioterapiche, climatiche e psammoterapiche ad eccezione dei mutilati o invalidi di guerra o per servizio di cui all’art. 37 – comma 2 del D.P.R. n. 3/57.
Si ricorda che già l’art. 13 – comma 3 del Decreto-Legge n. 463/83, come modificato dalla legge di conversione n. 638/1983, aveva comunque disposto che: “per i lavoratori dipendenti pubblici e privati le prestazioni idrotermali possono essere concesse, fuori dai congedi ordinari e dalle ferie annuali, esclusivamente per effettive esigenze terapeutiche o riabilitative connesse a stati patologici in atto, su motivata prescrizione di un medico specialista delle unità sanitarie locali, ovvero limitatamente ai lavoratori avviati alle cure dall’INPS o dall’ INAIL, su motivata prescrizione dei predetti istituti”.
In seguito l’art. 16, comma 5, della Legge n. 412/1991 ha stabilito che le prestazioni idrotermali possono essere fruite dai lavoratori dipendenti, anche al di fuori dei congedi ordinari e delle ferie annuali, esclusivamente per la terapia o la riabilitazione relative ad affezioni o stati patologici per la cui risoluzione sia giudicato determinante, anche in associazione con altri mezzi di cura, un tempestivo trattamento termale motivatamente prescritto da un medico specialista dell'unità sanitaria locale ovvero, limitatamente ai lavoratori avviati alle cure dall'INAIL, motivatamente prescritto dai medici del predetto Istituto.
Pertanto l’unica possibilità di effettuare le cure termali senza usufruire delle ferie è rappresentata dalla indifferibilità delle cure debitamente certificata. In questo caso  il dipendente, fruendo del congedo per malattia, incluso nel periodo di comporto, potrà recarsi ad effettuare le prescritte terapie presso le terme indicate.
Questo indirizzo normativo è stato ribadito anche da diverse pronunce della Corte di Cassazione, che ha sottolineato la necessità da parte del medico prescrittore di un motivato giudizio circa l'indifferibilità del trattamento e la "specifica idoneità terapeutica o riabilitativa delle cure prescritte".
Le cure termali possono essere fruite  per un periodo massimo di 15 giorni all’anno  non frazionabile ai sensi dell’art. 13 – comma 4 del Decreto-Legge n. 638/1983.
Tra il periodo di cure termali e i congedi ordinari e le ferie annuali deve intercorrere un intervallo di almeno quindici giorni come previsto dell’art. 13 – comma 5 del Decreto-Legge n. 638/1983.
Il congedo per cure termali non deve essere confuso con il congedo per cure spettante agli invalidi civili con percentuale superiore al 50% che è previsto dall’art. 7 de decreto legislativo n. 119/2011. Si segnala che i giorni di assenza del congedo per cure sono retribuiti dal datore di lavoro con le regole delle assenze per malattia, ma non incidono  sul periodo di comporto, a differenza delle assenze per cure termali che sono conteggiate nel periodo di comporto.
 
Visita fiscale e controlli
Non è prevista la visita fiscale durante le assenze per cure termali.
Si ricorda in proposito che l’art. 3 del D.M. n. 206/2017 stabilisce le fasce orarie di reperibilità fissate per i dipendenti pubblici assenti per malattia secondo i seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
L’obbligo di reperibilità per sette ore al giorno renderebbero di fatto impraticabili le cure termali. Per questo, a nostro parere le visite fiscali durante le cure termali, prima che nella norma, sono escluse nella prassi.
Si segnala, inoltre, che il punto 3 del DM 12 agosto 1992 stabilisce rigorosi criteri di controllo da parte degli stabilimenti convenzionati nei confronti degli utenti che effettuano le cure durante il congedo, a mezzo di idonei sistemi di rilevamento nominativo (manuali, meccanici o elettronici); al termine del ciclo di cure, lo stabilimento rilascia un attestato di sottoposizione alle cure.
 
Normativa di riferimento
  • Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3: “Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato”;
  • Decreto-Legge 12 settembre 1983, n. 463: “Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini” convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 1983, n. 638;
  • Legge 30 dicembre 1991, n. 412: “Disposizioni in materia di finanza pubblica”;
  • Legge 24 dicembre 1993, n. 537: “Interventi correttivi di finanza pubblica”;
  • Decreto Ministeriale 12 agosto 1992: “Patologie che possono trovare reale beneficio dalle cure termali e strumenti di controllo per evitare abusi”;
  • Legge 23 dicembre 1994, n. 724: “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica”;
  • Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119: "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi.";
  • Decreto Ministeriale 17 ottobre 2017, n. 206: ”Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l'accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonché l'individuazione delle fasce orarie di reperibilità, ai sensi dell'articolo 55-septies, comma 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.
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Immagine tratta da pixabay.com

di Alessandra Torregiani

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