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L'Unione Europea aumenta a 10 i giorni del congedo di paternità

Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione per garantire che il padre e, nei limiti del diritto nazionale, un parente equivalente abbia il diritto di assentarsi dal lavoro per 10 giorni in occasione della nascita, o dell’adozione, del figlio

23 maggio 2019

Il Parlamento Europeo ha adottato con 490 favorevoli, 82 contrari e 48 astenuti una risoluzione legislativa su proposta direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla conciliazione vita - lavoro per i genitori e i familiari .
Gli stati membri dovranno adottare le necessarie misure per garantire che il padre e, nei limiti del diritto nazionale, un parente equivalente abbia il diritto di assentarsi dal lavoro per 10 giorni in occasione della nascita, o dell’adozione, del figlio.
Gli stati membri potranno valutare se è possibile adottare questa misura prima della nascita del figlio o solo dopo e se potrà avere modalità flessibili.
Il diritto al congedo di paternità non è subordinato a una determinata anzianità lavorativa o di servizio.
La direttiva stabilisce i requisiti minimi per raggiungere la parità tra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità sul mercato del lavoro e il trattamento sul lavoro, agevolando la conciliazione tra lavoro e vita familiare per i lavoratori che sono genitori o i prestatori di assistenza.
La direttiva si applica a tutti i lavoratori, uomini e donne, che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro quale definito dal diritto, dai contratti collettivi o dalle prassi in vigore in ciascuno Stato membro, tenendo conto della giurisprudenza della Corte di giustizia.
Ricordiamo che, ad oggi, in Italia i giorni di congedo parentale fruibili dal padre sono stati innalzati a cinque con la legge di bilancio 2019 (Legge 145/2018). Nel 2015 l’astensione dal lavoro era di un solo giorno. Si tratta di un istituto riconosciuto anche per il padre affidatario o adottivo.
L’indennità giornaliera corrisposta a carico dell’INPS è pari al 100% della retribuzione ed è corrisposta secondo quanto disposto dal D.Lgs 151/2001.
Ricordiamo che, affinché una direttiva abbia effetto a livello nazionale, i paesi dell’UE devono recepirla adottando una legge. Questa misura nazionale deve raggiungere gli obiettivi imposti dalla direttiva. Le autorità nazionali devono comunicare tali misure alla Commissione europea.
La trasposizione deve avvenire entro il termine indicato all’adozione della direttiva (di norma entro due anni).
Qualora un paese non recepisca una direttiva, la Commissione potrà avviare procedure di infrazione e adire la Corte di giustizia dell’UE (la mancata esecuzione della sentenza in questa occasione può portare a una nuova condanna con conseguenti ammende).
 
Fonte
Text adopted by Parliament, 1st reading/single reading
https://oeil.secure.europarl.europa.eu/oeil/popups/summary.do?id=1581193&t=d&l=en
 
Le direttive dell’Unione europea
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=LEGISSUM%3Al14527
 
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Immagine tratta da pixabay.com

di Giorgia Di Cristofaro

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