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Lavoro, Orlando: per la sicurezza più misure sospensive e interdittive

Il ministro del Lavoro alla presentazione del rapporto Inail: ""Urgente un intervento sulle differenze nelle assicurazioni sugli infortuni". Necessario aggiornare il Testo unico sulla sicurezza, "è anacronistico"

20 luglio 2021

ROMA - Bisogna potenziare "le misure sospensive e interdittive. Stiamo elaborando un nuovo strumento operativo in capo agli organi di vigilanza rivolto alle imprese che tenga conto, ove presente, del modello di organizzazione e gestione della sicurezza previsto dal d. lgs. 231 del 2001, per un intervento diretto, urgente e risolutivo in materia di tutela della sicurezza del lavoro, del contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento, mediante un controllo sulle imprese che si trovino in particolari condizioni di illegalità". Lo dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando, alla presentazione del rapporto Inail.

Sul fronte della "tutela assicurativa contro gli infortuni", dice il ministro,  c'è una "sperequazione: mentre si riconoscono i diritti assicurativi ad alcuni lavoratori autonomi delle piattaforme, ci sono vistosi buchi nelle tutele per i lavoratori dipendenti; ma anche per analoghi lavoratori autonomi che operano on line o per le piattaforme e che però non esplicano attività di consegna come i riders". Lo dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando, alla presentazione del rapporto Inail, assicurando che "questo è il primo punto su cui intervenire".

Per Orlando "è tempo per una profonda revisione che vada verso la direzione della completa socializzazione del rischio e dell'universalità della copertura assicurativa. Stiamo realizzando l'universalismo delle tutele ad esempio negli ammortizzatori sociali, ma ancora la più antica delle assicurazioni è rimasta selettiva e non copre tutti i rischi e non copre tutti i lavoratori. Una riforma appare perciò urgente e deve essere attuabile e sostenibile anche sul piano dei costi del sistema previdenziale", conclude.

"E' tempo per un profondo aggiornamento del Testo Unico sia sul piano oggettivo, sia sul piano soggettivo", dice il ministro del Lavoro. Secondo Orlando appare "anacronistico che, pur con tutti gli aggiornamenti, le interpretazioni evolutive, le tante sentenze anche di livello costituzionale, il Testo unico rimanga ancora collegato a criteri antiquati come quelli del rischio legato alla macchina elettrica o a criteri selettivi che sul piano soggettivo lasciano scoperti troppi lavoratori".

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