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Nasce Fricchiò, la nuova ristorazione solidale del Centro Papa Giovanni XXIII

Nuova iniziativa del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona per l’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità: nasce finalmente FRICCHIÒ.

4 luglio 2021

ANCONA - Il Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona dal 1997 lavora per rispondere ai bisogni delle persone disabili, delle loro famiglie e della comunità cittadina in generale. Una risposta che ad oggi vede attivi due Centri Diurni, che ospitano 28 persone, due Comunità Residenziali dove vivono 18 persone e infine “Casa Sollievo”, un appartamento di pronta accoglienza. Un impegno quotidiano a promuovere il rispetto, la dignità, il diritto all’autonomia e alla felicità delle persone con disabilità.
 
I valori del Centro vengono perseguiti anche attraverso il progetto di Ristorazione Solidale che consente ad un gruppo di persone con disabilità di fare un’esperienza creativa e costruttiva, mettersi in gioco, autorealizzarsi e allo stesso tempo sostenere alcuni progetti del Centro. “Da pochi mesi siamo diventati anche Cooperativa Sociale di tipo B e abbiamo deciso che era il momento giusto affinché la Ristorazione divenisse a tutti gli effetti un’attività strutturata” afferma Giorgia Sordoni, Vicepresidente della Cooperativa.
 
Ecco quindi “Fricchiò”: menù da asporto, catering per eventi privati o aziendali, buffet, pranzi e cene al Centro Papa Giovanni XXIII.
 
Perché questo nome? “Il Fricchiò anconetano (ma non solo!) ha un gusto genuino, è l’insieme di tanti ingredienti semplici ma buoni, e richiama la voglia di sentirci sempre forti e uniti nelle nostre diversità, che arricchiscono la nostra Cooperativa Sociale: Fricchiò è l’espressione perfetta di ciò che siamo e facciamo qui al Centro Papa Giovanni XXIII” continua la Sordoni.
 
Fricchiò, dicono i promotori, è buono 3 volte. Anzitutto perché offre opportunità di lavoro a persone con disabilità. Infatti nel progetto lavorano persone con disabilità, coadiuvate da un cuoco professionista. Sono assunte come camerieri e impiegati nel servizio di sala. Ciò consente loro di autorealizzarsi, rendersi autonomi…e felici! In secondo luogo, è buono perché è delizioso: una cucina di qualità, abbondante, tradizionale, casalinga, accogliente, ricca di sapore, fatta da uno chef professionista…ma con sfumature moderne e creative. Infine, finanzia le attività del Centro Papa Giovanni XXIII: i ricavi sono infatti utilizzati per finanziare le attività e i progetti del Centro destinati alle persone con disabilità. Gusto e inclusione sociale diventano così facce della stessa medaglia.

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