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Spazio Waw: un laboratorio d’artigianato inclusivo, tutto al femminile

A Bologna l’associazione Terra Verde lancia un crowdfunding per arredare la “casa” del progetto Women A(r)t Work, che supporta donne a rischio di esclusione sociale insegnando loro un mestiere: “Per loro è un’occasione di riscatto e integrazione”

10 giugno 2021

BOLOGNA – Uno spazio per liberare la propria creatività e imparare un mestiere, creando legami sociali e stringendo relazioni. È lo Spazio Waw - Women A(r)t Work, il nuovo laboratorio di artigianato dell’associazione Terra Verde, che a Bologna supporta donne a rischio di esclusione sociale per dare concretezza a un sogno: la nascita di una vera e propria impresa artigianale tutta al femminile. Il quartiere Navile ha già dato in concessione lo spazio, una grande stanza situata in via della Beverara: per arredarla e renderla accogliente, ma soprattutto funzionale, l’associazione ha lanciato un crowdfundingsulla piattaforma IdeaGinger. L’obiettivo è di raccogliere 10 mila euro, che serviranno per acquistare banchi da lavoro, sgabelli tecnici, un impianto di illuminazione studiato per valorizzare i manufatti, una macchina fotografica, ma anche una stampante multifunzione e un computer con software gestionale e programmi di grafica, per coordinare al meglio il magazzino, la vendita e il marketing. Per il momento sono già stati raccolti più di 6 mila euro per iniziare ad attrezzare lo Spazio (il nome è l’acronimo di Sociale - Progetti - Artigianato - Zona - Integrazione - Orientamento).

“Il progetto ‘Women A(r)t Work - artigianato al femminile’ è la nostra nuova scommessa: si tratta di un gruppo di donne con vissuti difficili, a cui insegnare un mestiere – raccontano dall’associazione Terra Verde, fondata da un gruppo di artigiani –. Insieme, creiamo manufatti originali, solidali e di qualità: è un’occasione, per loro, di riscatto e integrazione, e per noi la possibilità di creare lavoro e dare concretezza al nostro sogno, quello di un'impresa artigianale femminile. Lo Spazio Waw nasce affinché il percorso con le donne di cui ci occupiamo abbia una casa, sostenibilità e futuro. Ma sarà aperto anche a chi vorrà conoscerci, che qui potrà imparare, scambiare esperienze, circondarsi di bellezza e creatività. I muri ci sono già, le nostre allieve artigiane hanno iniziato la formazione, ma lo spazio è vuoto e bisogna dargli forma”.

In un’epoca in cui gli antichi mestieri si vanno perdendo, il progetto ha dovuto attuare una rivoluzione di metodo per salvaguardare l'unicità del prodotto lavorato a mano e allo stesso tempo poter competere con il mercato. La tecnica utilizzata è quella dell’origami applicata alla ceramica: la scomposizione in fasi, dalle più semplici alle più complesse, consente di creare delle catene di montaggio, ridurre i tempi di formazione, valorizzare ogni persona a seconda delle proprie capacità cognitive e manuali. Ogni prodotto nasce così dalle tante mani presenti in laboratorio, quelle degli artigiani esperti insieme alle donne allieve, consentendo così di conciliare il prodotto solidale con qualità, produttività e prezzo equo.

Il progetto Waw è iniziato l’anno scorso, grazie al finanziamento della Fondazione del Monte, che ha permesso l’avvio di un percorso formativo e di integrazione sociale e lavorativa, che coinvolge le donne in prima persona per sviluppare le proprie capacità. “È ormai passato un anno dall’inizio di Women A(r)t Work, e portarlo avanti in un anno così duro per tutti noi è stata una sfida quotidiana, ma ora più che mai crediamo sia necessario dargli sempre maggiore stabilità – continuano da Terra Verde –. Il gruppo di donne c'è, il percorso formativo procede, nonostante le continue sospensioni dovute alla situazione sanitaria in atto. A luglio 2020 abbiamo finalmente avuto le chiavi dello spazio: ora è tutto da sistemare, arredare, riempire, per farlo diventare un luogo unico nel suo genere. Un po’ showroom dedicato alla mostra e alla vendita dei prodotti realizzati con le nostre Women A(r)t Work, un po’ spazio creativo e multidisciplinare aperto alla città, ricco di contenuti ed eventi”.

Dal 1997, l’associazione Terra Verde supporta le persone in difficoltà attraverso l’arte manuale: da una parte c’è la produzione artigianale, dall’altra la riqualificazione di aree verdi attraverso la creazione di arredi urbani originali. “All’inizio abbiamo creato Terra Verde immaginando un mondo di equità, accoglienza, riscatto, bellezza – conclude Erika Luciani, presidente dell'associazione –. Dopo più di 23 anni, siamo felici di mostrare come i sogni possano convivere armoniosamente con la concretezza della materia che lavoriamo, con la stabilità dei progetti che proponiamo, soprattutto con l’autenticità dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

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