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“The hiring chain”: la moda italiana risponde all’appello per l’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down

L’azienda Salvatore Ferragamo Spa ha aderito fattivamente, prima in Italia, alla campagna globale lanciata da CoorDown ed ha assunto un lavoratore con sindrome di Down. Dal 21 marzo oltre 900 aziende nel mondo hanno richiesto informazioni per avviare nuove assunzioni tramite la piattaforma hiringchain.org

30 aprile 2021

FIRENZE - A poco più di un mese dall’avvio, un'azienda italiana ha compiuto la prima azione concreta e promettente: la casa di moda Salvatore Ferragamo ha deciso di assumere la prima persona con sindrome di Down rispondendo all’appello della campagna globale “The Hiring Chain”, lanciata da CoorDown lo scorso 21 marzo in occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down per promuovere l’inclusione lavorativa.

Salvatore Ferragamo S.p.A., una delle aziende simbolo della moda italiana, ha fatto il primo passo concreto: la prima stretta di mano della catena delle assunzioni che ha preso il via sull’onda dell’interesse e dell'entusiasmo suscitati dalla campagna di sensibilizzazione internazionale. L’azienda verrà seguita da CoorDown, tramite l’associazione Trisomia 21 di Firenze, per l'affiancamento formativo e il tutoraggio necessari all’inserimento lavorativo di una persona con sindrome di Down presso una delle sedi fiorentine dell’azienda.

“Dall’inizio della campagna, sono oltre 900 le aziende da tutto il mondo che hanno contattato le associazioni e deciso di seguire l’invito lanciato dal video The Hiring Chain, che testimonia la catena dell’inclusione lavorativa sulle note della canzone originale interpretata da Sting e che ha già ottenuto 5 milioni di visualizzazioni online – afferma CoorDown -. Un circolo virtuoso di nuove opportunità nate da una prima assunzione, nel video quella di Simone, che dimostra che quanto più le persone con sindrome di Down vengono viste al lavoro, tanto più sono riconosciute come dipendenti di valore, sfatando pregiudizi e stereotipi”.

“The Hiring Chain” ha ricevuto il supporto da LinkedIn: la più grande piattaforma professionale del mondo ha promosso l'iniziativa verso i suoi 15 milioni di follower, ha pubblicato articoli sul tema e ha trasmesso in streaming una diretta live sull'importanza dell'inclusione sui luoghi di lavoro. Solo sulla piattaforma 2 milioni di persone sono state direttamente coinvolte nella campagna di sensibilizzazione.

Antonella Falugiani, presidente di CoorDown dichiara: “Alla vigilia della Festa dei lavoratori possiamo celebrare la prima assunzione andata a buon fine in Italia grazie a Salvatore Ferragamo SpA. Nonostante il momento storico segnato dall’emergenza Covid 19, con ‘The Hiring Chain’ abbiamo raccolto tante intenzioni dal mondo delle aziende, in alcuni paesi che sono quasi fuori dall’emergenza in modo particolare. Speriamo che in Italia altre aziende seguano l’esempio virtuoso di Salvatore Ferragamo e decidano di dare un’occasione ad altri adulti con sindrome di Down e disabilità intellettiva. L’inclusione lavorativa, oggi più che mai, non è solo un diritto da garantire per ogni persona, ma porta benefici nel contesto lavorativo e nella società tutta”.

Micaela le Divelec Lemmi, CEO di Salvatore Ferragamo S.p.A. commenta: “Abbiamo raccolto l’invito ad aderire alla campagna ‘The Hiring Chain’ con grande entusiasmo, perché crediamo sia prioritario rendere l’ambiente lavorativo un luogo di arricchimento, e la diversità rappresenta, in questo percorso, un valore fondamentale. Il mio augurio è che questa assunzione possa essere la prima di una serie e che altre realtà aziendali raccolgano al più presto il nostro testimone.”

Finora sono 45 mila le persone che hanno visitato il sito www.hiringchain.org, nel quale aziende e datori di lavoro possono entrare in contatto con le associazioni che garantiscono informazioni e il supporto per avviare gli inserimenti lavorativi delle persone con sindrome di Down nelle aziende. Nel sito ci sono inoltre approfondimenti sul tema del lavoro e una sezione di Q/A (domande e risposte) per rispondere alle prime domande che aziende e datori di lavoro si pongono in merito all’inserimento lavorativo di una persona con disabilità intellettiva.

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