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Rapporto Anmil: nel 2019 maggioranza dei lavoratori non ha avuto condizioni adeguate

I dati del rapporto su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro presentato questa mattina. Nel 2019 la maggioranza dei 3,3 miliardi di persone occupate nel mondo è stata soggetta a condizioni inadeguate in termini di sicurezza economica, benessere materiale e pari opportunità.

16 settembre 2020

ROMA - Il Rapporto presentato questa mattina dall’ANMIL parte da un’analisi della situazione lavorativa globale. Secondo quanto emerso, nel 2019 la maggioranza dei 3,3 miliardi di persone occupate nel mondo è stata soggetta a condizioni inadeguate in termini di sicurezza economica, benessere materiale e pari opportunità. Stando poi alle stime derivanti dai dati contenuti all’interno della banca dati ILOStat, si prevede che, nel mondo, tra il 2020 e il 2024 la disoccupazione colpirà maggiormente i lavoratori compresi nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, arrivando a toccare, su scala globale, il 12,6% del totale.

A livello europeo, Eurostat ha reso noti, nel dicembre 2019, i dati riguardanti gli incidenti, mortali e non, verificatisi in ambito lavorativo tra il 2010 e il 2017. Da una prima analisi statistica, risulta anzitutto che, nel 2017, si sono verificati 3.342.349 incidenti non mortali che hanno provocato almeno quattro giorni di assenza dal lavoro nei 28 Stati membri dell’UE. Tra il 2010 e il 2017 c’è stata inoltre una diminuzione del numero totale di incidenti non mortali sul lavoro nell’UE, ridottisi di quasi 240mila casi rispetto ai 3.581.628 del 2010.

Interessanti riscontri sono al riguardo presenti anche nel nuovo studio della Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro “The value of occupational safety and health and the societal costs of work-related injuries and diseases”, riguardante il costo economico e sociale degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nei 28 Stati europei. Passando infine ai dati nazionali legati ai fenomeni infortunistici professionali, stando alla Relazione annuale 2019, pubblicata dall’Inail il 14 luglio 2020, le denunce di infortunio con riferimento all’intero anno precedente hanno registrato, rispetto al 2018, una sostanziale stabilità dei casi in complesso e un calo degli infortuni mortali. Sono state infatti registrate poco meno di 645 mila denunce di infortuni accaduti nel 2019 (lo 0,09% in meno rispetto al 2018). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 405 mila e 500, di cui circa il 18,6% “fuori dell’azienda” (cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”).

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