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Lavoro, preoccupazione per il futuro di 450 lavoratori con disabilità impegnati alla Wind

I lavoratori sono alla Wind tramite il progetto del consorzio Sintesi, che opera a Roma, Napoli e Palermo. Il rinnovo della commessa tarda ad arrivare e c’è preoccupazione per il ritardo delle risposte da parte dell’azienda

7 luglio 2020

PALERMO – Preoccupazione per il futuro delle 450 persone di cui per l'85% con disabilità fisiche, psichiche e psicofisiche che lavorano alla Wind tramite il progetto del consorzio Sintesi che opera a Roma, Napoli e Palermo. Attivo dal 2001, il consorzio Sintesi da circa 10 anni ha avviato un progetto di formazione professionale dedicato a lavoratori con disabilità costituiti nella cooperativa ‘Call.it’ che ha ottenuto la commessa Wind, il cui rinnovo avviene ogni 3 anni. Oggi, però, questo rinnovo tarda ad arrivare e c’è molta preoccupazione per il futuro lavorativo. “Siamo ancora in attesa di risposte dai vertici dell'azienda Wind affinchè il rinnovo del contratto venga sciolto quanto prima, trovando un accordo per salvaguardare i livelli occupazionali – sottolinea Enzo Rimicci, presidente del consorzio Sintesi -. Certamente, vogliamo che non vengano vanificati tutti i risultati ottenuti dai nostri lavoratori. Sintesi rappresenta un progetto unico nel panorama italiano, sia per il numero di persone coinvolte che sono circa 450 sia per l'alta produttività che questi hanno conseguito”.
 
“Da dicembre 2019 abbiamo iniziato con loro una serie di trattative molto serene - continua -. Il 23 aprile ci siamo incontrati con i responsabili delle aree e la situazione sembrava risolvibile. Il 31 maggio bisognava stipulare un pre-accordo contrattuale che però non è ancora avvenuto; ci è stato detto che la documentazione per alcuni visti formali doveva andare ad Hong Kong. Tutto ciò sta creando, in persone con fragilità diverse, inevitabili preoccupazioni. Se non dovesse avvenire il rinnovo, solo il 50% potrebbe rimanere dentro Wind ma l'altra metà rimarrebbe fuori con tutte le conseguenze gravi del caso sul piano delle eventuali regressioni. Wind ha fatto con il progetto una scelta di valore etico significativa. Non dobbiamo lasciare adesso cadere un progetto che abbiamo costruito insieme faticosamente e che ha dato possibilità di un lavoro dignitoso a persone che altrimenti rischiavano di essere escluse”.
 
Nata nel 2001, Sintesi è un consorzio composto da 4 cooperative sociali, punto di incontro tra i bisogni delle aziende, le istituzioni e il bisogno di inclusione lavorativa di persone con disabilità fisiche e psichiatriche, a rischio di esclusione sociale. Grazie al decreto legislativo 276/2003, il consorzio ha generato un percorso virtuoso che ha permesso l'integrazione e la stabilizzazione professionale di persone con disabilità, superando la logica dell'assistenzialismo. “Un’eventuale perdita della commessa Wind Tre, con inevitabili licenziamenti conseguenti, arrecherebbe un danno gravissimo alle persone affette da deficit e disabilità gravi coinvolte e alle loro famiglie – continua Enzo Rimicci -, e interromperebbe il percorso virtuoso della cooperativa che ha accompagnato queste persone nell'inserimento del mercato del lavoro, attraverso un lavoro qualificato e altamente produttivo. Speriamo che vinca il buon senso facendo prevalere quelle buone prassi che possono diventare un modello importante per il nostro Paese. Desideriamo ancora che prevalga il dialogo costruttivo che permetta di ancora di andare avanti per il bene di tutti”.
 
Sul tema, l'onorevole Erasmo Palazzotto di LeU ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello Sviluppo Economico per sapere quali iniziative intendano promuovere a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di Sintesi. “Ritengo necessaria la convocazione di un incontro urgente che coinvolga Sintesi, la proprietà Wind Tre, le organizzazioni sindacali e gli enti locali al fine di verificare l’intenzione di Wind a rinnovare la commessa – ha detto Erasmo Palazzotto -, salvaguardando in questo modo gli attuali livelli occupazionali e un patrimonio così importante che altrimenti andrebbe disperso”.
 

di Serena Termini

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