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Disabilità. Alunni in aumento, ma nel mondo del lavoro ancora gap

Rapporto Istat “Conoscere la disabilità”. Solo il 30% degli uomini e il 19% delle donne raggiungono titoli di studio più elevati, contro oltre il 55% del resto della popolazione. Mentre risulta occupato solo il 31,3% di chi ha gravi limitazioni gravi contro il 57,8% del resto degli adulti

3 dicembre 2019

ROMA - Le persone con disabilità raggiungono con più difficoltà titoli di studio più elevati rispetto al resto della popolazione italiana e anche nel mondo del lavoro gli occupati tra coloro che soffrono di gravi limitazioni sono ben al di sotto di quanto accade nel resto della popolazione. È quanto afferma il rapporto dell’Istat “Conoscere la disabilità” presentato in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre presso l’Auditorium dell’Inail a Roma.
 
Secondo il rapporto, la quota di persone con disabilità che hanno raggiunto i titoli di studio più elevati (diploma di scuola superiore e titoli accademici) negli anni 2016-2017 è pari al 30,1% tra gli uomini e al 19,3% tra le donne, a fronte del 55,1% e 56,5% per il resto della popolazione. La condizione di disabilità, inoltre, acuisce le differenze: è senza titolo di studio il 17,1% delle donne contro il 9,8% degli uomini, nel resto della popolazione le quote sono 2% e 1,2%. 
 
Gli alunni con disabilità nella scuola italiana, tuttavia, sono in aumento: dai circa 200 mila iscritti nell’anno scolastico 2009/2010 si è passati infatti a quasi 272 mila nell’anno scolastico 2017/2018. Nello stesso arco temporale, anche gli insegnanti per il sostegno sono significativamente aumentati: da 89 mila a 156 mila (+75% circa). Secondo l’Istat, gli alunni con disabilità privilegiano indirizzi formativi orientati al lavoro immediato e rinunciano di fatto a prolungare la propria formazione fino all’università: il 49,8% degli alunni con disabilità si è iscritto a una scuola con indirizzo professionale, contro il 20,1% del totale degli alunni.
 
Per quanto riguarda il tema delle barriere architettoniche, secondo quanto riporta il rapporto Istat, 
sono solo il 31,5% le scuole che ha abbattuto le barriere fisiche e sono ancora meno, il 17,5%, quelle che hanno eliminato le barriere senso-percettive. “Le differenze territoriali sono molto marcate - spiega il rapporto -: l’accessibilità fisica è assicurata dal 66,2% delle scuole della Valle d’Aosta e soltanto dal 21,6% di quelle della Campania; l’accessibilità senso- percettiva dal 38,4% delle scuole della Provincia Autonoma di Bolzano e soltanto dall’8,5% di quelle della Calabria”.
 
Dalla formazione al lavoro, lo scenario cambia poco. Secondo il rapporto Istat, infatti, nella popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni risulta occupato solo il 31,3% di coloro che soffrono di gravi limitazioni gravi (26,7% tra le donne, 36,3% tra gli uomini) contro il 57,8% delle persone del resto della popolazione. Le persone con limitazioni gravi in cerca di occupazione, inoltre, sono il 18,1% (21,2% dei i maschi e 15,1% delle femmine), tra il resto della popolazione senza limitazioni si attesta al 14,8% (15,2% uomini e 14,4% donne). Le persone con disabilità sono in prevalenza occupate nel settore della Pubblica Amministrazione, aggiunge l’Istat: il 49,7% rispetto al 41,3% di quella senza limitazioni.
 
Il gap tra la popolazione con limitazioni gravi e il resto della popolazione aumenta se si parla prendono in considerazione gli attivi, cioè gli occupati e le persone in cerca di occupazione: infatti sono il 49,4% tra i primi e il 72,6% tra i secondi. Inoltre, secondo l’Istat, le persone con disabilità raggiungono posizioni mediamente meno elevate nella carriera lavorativa: “circa il 54% sono operai o lavoratori in proprio (50,4% nel resto della popolazione), il 46% è un dirigente, libero professionista o quadro (49,6% nel resto della popolazione). Una misura indiretta della qualità del lavoro è il grado di soddisfazione per le mansioni svolte: la quota dei soddisfatti tra gli occupati con limitazioni gravi è al 65,4%, tra le persone senza limitazioni sale al 75,9%”.

di Giovanni Augello

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